Page 30 - TESINA ESAME TERZA MEDIA - DEGL'INNOCENTI FRANCESCO IIIA
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I fossili marini:


                memoria di estinzioni passate e presagio di estinzioni future





















           I  gusci  calcarei  di  un’alga  fossile,  “‘Heterohelix   Esempi di conchiglie di Lahillia (a sinistra) e Cucullaea (a
             globulosa  foraminifera”,  un  tipo  di plancton  della   destra) analizzate in questo studio (credito: Witts et al.,
           classe dei Foraminiferi. (fonte: Michael J. Henehan)   2016; Petersen et al. , 2016; Tobin, 2017)
          Recenti studi hanno messo in evidenza come l’analisi di fossili marini (alghe, conchiglie di
          molluschi,  gusci  di  lumache)  può  darci  risposte  sulle  passate  estinzioni  e  su  possibili

          scenari futuri.

          Sulla  base  dei  dati  raccolti,  le  due  principali  scuole  di  pensiero  sulla  vera  causa
          dell’estinzione che 65 milioni di anni fa distrusse il 75% delle specie viventi, studiosi di
          Princeton  con  l’ipotesi  del  vulcanesimo  da  un  lato,  studiosi  di  Berkley  con  la  tesi

          dell’asteroide dall’altro, stanno continuando a scontrarsi.

          Infatti, l’analisi di alcuni fossili marini se da un alto racconta la storia di un’acidificazione
          talmente  repentina  da  poter  essere  spiegata  solo  con  l’impatto  dell’asteroide  al  largo

          delle coste del Messico, dall’altro dimostrano una maggiore presenza di carbonio negli
          oceani  ben  prima  dell’impatto,  causata  probabilmente  da  fenomeni  vulcanici  di  lungo
          periodo.


          Un altro studio portato avanti dagli scienziati dell’Università del Michigan ha messo in
          relazione  ai  tempi  della  stessa  estinzione  le  più  alte  concentrazioni  di  mercurio
          nell’ambiente  ed  un  brusco  riscaldamento  degli  oceani.  Sorprendentemente  le  stesse
          quantità di mercurio sono state rilevate nelle conchiglie di acqua dolce raccolte in un sito

          industriale  attuale.  Aggiungendo  a  questo  dato  che  gli  odierni  tassi  di  emissione  di
          carbonio  fanno  prevedere  un  aumento  delle  temperature  talmente  veloce  da  non
          permettere  l’adattamento  alla  maggior  parte  delle  specie  animali  e  vegetali,  c’è  da

          preoccuparsi.



          Fortunatamente ci sono ancora posti al mondo non contaminati dall’azione dell’uomo e

          molti di questi fanno parte della Francia d’Oltremare.
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