Page 4 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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          lar fèmplice-j come reggiamo haucì’ ojjeruà
          to Teocrito , ne'fuoì pajìorali Idli, l'elega-
          te SanaX^ro nellafaa (^Arcadia,  altri
          ejuali infimili materie s hanno deiettato ef
          fercitar la penna. Le cofe^ quali per 'vnpuò
          co trap affano lepredette-^ ma non hanno 'vir
          tu digiongere al 'verofegno della nobiltàtfo
          gitano effere deferitte con alquante eleuate
          parole 5 ma non con celebre, et inalziate flL
          le.  Il chef conofee molto ejfer oJJ'eruato da
          EJiodo^ il quale canto moderatamente dcj
          gli alberi, e campagne. Ma le cofe eh' ecce
          dono nella nobiltà mondana tutte l’altre^ 5
          come fono gli huominU lefeienz^e^ e l'arme ,
          defiderano parole altere tiilo graue Eper
                                  .
          ciò s'ac cin fero gli antichi PoetuOmerOt Ver
          gilio^et altri  , di raccontare l'antiche batta
          glie, al fuono della lira  , della piu celebre^
          Mufa che fifife trouata nella celefte natU'
          ra. T>à quelli tre predetti modi diferine-
          re, cofi eccellentemente ritrouati da gli anti-
          chi, cade nell'animo de moderni , à tre fog-
          gettifempre driX^ar la penna, e le parole :
          cioè , ò à cofe del tutto IfiritHalhò chepano
                                  pure


                                       -
                                     Dùii;
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