Page 8 - TESINA ESAME TERZA MEDIA - DEGL'INNOCENTI FRANCESCO IIIA
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Ulisse  compare  in  uno  dei  sonetti  più  celebri  di  Ugo  Foscolo, A  Zacinto,  in  cui  l’eroe
          omerico  è  tornato  finalmente  a  casa  “bello  di  fama  e  di  sventura”  e  può  finalmente

          baciare la sua “petrosa Itaca”.

          Foscolo rilegge il mito di Ulisse in chiave romantica affrontando il suo viaggio come un
          esilio. E’un tema infatti tipicamente romantico quello di un errare senza approdo che si
          conclude  con  la  morte  in  terre  lontane  e  sconosciute.  L’eroe  romantico,  sentendosi

          sradicato da una società in cui non si riconosce, vive una condizione di smarrimento e
          incertezza e ama rappresentarsi come un esule, un estraneo al mondo, condannato dal
          destino a un perenne vagabondare, alla sconfitta, alla solitudine, all’infelicità.


          Foscolo e Ulisse sono uniti da un crudele destino comune: il viaggio doloroso e l'esilio, la
          lontananza dalla  terra  che li ha visti nascere,  dal luogo  dei più cari  affetti, l'avventura
          incerta del ritorno.


          Questa  terra  per Ulisse è  Itaca,  dove  ritroverà  Penelope  ed  il  figlio  Telemaco.  Zacinto
          (Zante) è invece la terra natale di Foscolo, dalla quale il poeta partì in esilio volontario
          quando fu ceduta agli austriaci da Napoleone.

          Ma solo Ulisse riesce a tornare, per il poeta c'è come il presagio di un distacco definitivo

          dalla  sua  terra: "a  noi  prescrisse  il  fato  illacrimata  sepoltura" dice  Foscolo  negli  ultimi
          versi del sonetto. La sua morte non sarà compianta dalle persone care.




          All’ambiente  culturale  romantico  appartiene  anchel’Ulysses  del  poeta  inglese  Alfred
          Tennyson. Il testo è un monologo dell’eroe che, tornato in patria, nonostante sia anziano,

          non riesce ad abituarsi alla nuova vita.

          In questo Ulisse ritroviamo il bisogno di ripartire, di ricominciare. Il re ad Itaca, seduto
          davanti al suo focolare, si sente svogliato e debole, richiamato da un destino che non è

          quello  di  governare  gente  selvaggia.Grandi  gioie  e  dolori  hanno  caratterizzato  la  sua
          esperienza, la vita va sperimentata fino in fondo, attraverso nuovi viaggi e conoscenze.
          Fermarsi, porre un limite alle esperienze sarebbe stupido ed insensato, il negarsi il rischio

          dell'avventura diventa sinonimo di una vita che non splende come dovrebbe e potrebbe.
          L'animo del resto arde e desidera nuove prove; sarebbe indegno non rispondere a tale
          richiamo interiore e per pochi anni risparmiare se stessi.

          Egli sa di non essere più l’ uomo di un tempo ma è pure conscio del fatto che, se la forza

          fisica  cambia,  il  carattere  forte  degli  eroi  non  muta. Ulisse  dunque  si  sente  capace  di
          affrontare  le  nuove  scoperte  che  il  viaggio  porta  con  sé,  senza  arrestarsi  di  fronte  ai
          pericoli ed all'idea stessa della morte in mare.
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