Page 36 - TESINA ESAME TERZA MEDIA - DEGL'INNOCENTI FRANCESCO IIIA
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L’ambiente sottomarino pone il diver in condizioni ben diverse da quelle della terraferma.
In particolare, la pressione dovuta al volume d’acqua cui si è sottoposti man mano che si
scende in profondità ha vari effetti sull’organismo che possono comportare una serie di
rischi:
Pericoli per l’udito: il diver deve imparare a compensare forzatamente la
differenza di pressione altrimenti possono comparire disagio e dolore ed il rischio
è che la membrana del timpano si tenda troppo, perforandosi o addirittura
lacerandosi. La tecnica da eseguire, che prende il nome di Valsalva, è una manovra
di compensazione che consiste nel tappare le narici con le dita richiamando aria
dai polmoni;
La malattia da decompressione (Mdd) consiste nella formazione di bolle di azoto
nell’organismo. In situazioni normali l’azoto (presente nella miscela di gas della
bombola, 79% azoto e 21%ossigeno) viene normalmente espulso dal nostro
organismo depositandosi in forma liquida nel sangue e nei tessuti ma quando si
effettua una risalita, in particolare se troppo rapida, la pressione ambientale
diminuisce e può accadere che l’azoto, non più compresso, non possa essere
smaltito a buon ritmo e provochi pericolose bolle, proprio come succede quando
apriamo (e quindi togliamo pressione) una lattina di una bibita gassata, solo che
all’interno del nostro corpo. I sintomi comprendono debolezza, formicolio,
disorientamento, intorpidimento, dolore alle articolazioni e alle giunture, fino alle
più gravi difficoltà respiratorie, perdita di conoscenza e in casi estremi la morte. Il
modo migliore per prevenire la malattia da decompressione è rispettare le “tappe
di decompressione”, che consistono in soste a profondità indicate da specifiche
tabelle, in modo da smaltire l’azoto che si accumula nell’organismo in modo
corretto. Per rimuovere le bolle, il trattamento è di solito con camera iperbarica,
che permette di far disciogliere nuovamente il gas nel sangue o nei tessuti.
La sovradistensione polmonare, una vera e propria rottura dei polmoni causata
dall’espansione dell’aria nel tessuto respiratorio dovuta principalmente ad
un’emersione troppo veloce trattenendo il respiro, magari a causa di un attacco di
panico; non bisogna mai smettere di respirare.
La narcosi da azoto è un’intossicazione non pericolosa di per sé per la salute,
ma ubriaca il sub e lo rende meno capace di giudizio, più spericolato e distratto; è
sempre legata ad un non corretto smaltimento dell’azoto in profondità; In ogni
caso, per non caderne vittime, è sufficiente portarsi a una quota anche solo
lievemente meno profonda per diminuire la pressione del gas per liberarsi
istantaneamente dal pericolo narcosi
Insomma, un certo rischio c’è come in tante altre attività sportive ma questo non deve
impedire di godersi il meraviglioso mondo sommerso: l’importante è prepararsi
tecnicamente e praticamente e fare immersioni adeguate al proprio stato fisico ed alla
propria esperienza. E se le barriere coralline sono il sogno dei divers, il Paradiso in
terra, o meglio in mare, è l’Oceania.

