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Ogni pensiero è una prospettiva, un punto di vista limitato, nessun pensiero racchiude la verità. Quindi dopo un
            po' ci si rende conto che non si può conoscere nulla di assoluto attraverso il pensiero e gradualmente avviene
            una disidentificazione da esso. Il pensiero si verifica ancora ma non si crede più completamente in ciascun
            pensiero, lo si riconosce  come pensiero  [apparire di immagini,  etichette,  ecc. che  cercano una  codifica
            associativa, una collocazione, una liberazione].

            Anche questo è il sorgere della "spaziosità". Il riconoscimento del pensiero quale pensiero non è pensiero, è già
            il manifestarsi della presenza della consapevolezza. Solo da questa si può riconoscere il pensiero e, in una certa
            misura, consentirgli di essere. Quando si consente al pensiero di essere ma riconoscendolo in quanto pensiero,
            la natura compulsiva del pensiero si estingue, i pensieri ancora vanno e vengono ma ci sono spazi nel mezzo. E
            soprattutto il pensiero perde il suo potere di farvi sentire infelici, perché non credete più completamente in ogni
            pensiero, perché tutta l'infelicità nasce dal dialogo interiore. Non dagli eventi, ma dai pensieri che riguardano gli
            eventi [come io qualifico il presente].

            Nasce quindi la capacità di riconoscere il pensiero e di consentirgli di essere, invece di dire "devo fermare la mia
            mente!". Per un po' potete metterci un coperchio sopra, ma l'acqua nella pentola continua a bollire e alla fine
            lo fa volar via. Non si può realmente sopprimere il pensiero, ma si può essere presenti e riconoscerlo quale
            pensiero, e il riconoscere non è pensiero perché il riconoscere è il testimone, è lo “spazio attorno al pensiero”,
            è presenza [mentale nella consapevolezza crescente].



            RESPIRARE IN MODO CONSAPEVOLE

            Scoprite lo spazio interiore [di consapevolezza]  creando degli intervalli nel flusso dei pensieri. Senza questi
            intervalli, il vostro pensiero diventa ripetitivo, non ispirato, privo di ogni scintilla creativa, come è tuttora per la
            maggior parte delle persone sul pianeta.

            Non avete bisogno di preoccuparvi della durata di questi intervalli, pochi secondi basteranno. A poco a poco
            aumenteranno da soli, senza alcuno sforzo da parte vostra. Più che la loro lunghezza è importante farli accadere
            frequentemente, cosi che le vostre attività giornaliere e il flusso dei vostri pensieri si alternino con lo spazio
            interiore.

            Essere consapevoli del respiro sposta l’attenzione dai pensieri e crea [maggior] spazio interiore. È un modo di
            generare consapevolezza. Sebbene la pienezza della coscienza esista già in forma non manifestata, siamo qui
            per portare la coscienza in questa dimensione.

            Siate consapevoli del respiro. Fate attenzione alla sensazione del respiro. Sentite l’aria che entra ed esce dal
            corpo. Osservate come il petto e l’addome si espandono e si contraggono leggermente con l’inspirazione e
            l’espirazione. Un respiro consapevole è sufficiente a creare spazio interiore lì dove prima c’era un’interrotta
            successione di un pensiero dopo l’altro. Un respiro consapevole, due o tre sarebbe ancora meglio, molte volte
            al giorno, è un modo eccellente per portare spazio nella vostra vita.

            Anche se meditate sul respiro per due ore o più, cosa che alcuni hanno fatto, un solo respiro è tutto ciò di cui
            avete bisogno per essere consapevoli o meglio, tutto ciò di cui potete essere consapevoli. Il resto è memoria o
            anticipazione, cioè pensiero.

            Il respirare non è in realtà qualcosa che si fa, ma qualcosa che si può osservare mentre accade. Il respirare accade
            da solo. È l’intelligenza interna del corpo che lo fa. Tutto quello che dovete fare è osservarlo mentre accade. Non
            implica alcuno sforzo o tensione. Fate attenzione, inoltre, alla breve pausa nel respiro, in particolare al punto di
            quiete alla fine dell’espirazione, prima dell’inizio di una nuova inspirazione.

            In molte persone il respiro è innaturalmente superficiale [un po' accelerato]. Quanto più sarete consapevoli del
            respiro, tanto più questo ritroverà la sua naturale profondità. Poiché il respiro in sé non ha forma, è stato fin





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