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Un'emozione di solito rappresenta  uno schema  di pensiero  amplificato e  carico di  energia.  Vuole avere il
            sopravvento su di voi, e di solito ci riesce, se vi lasciate trascinare in una identificazione inconsapevole con
            l'emozione per mancanza di presenza mentale.
            L’ego ha bisogno di essere in conflitto con qualcosa o con qualcuno. Questo spiega perché state cercando la
            pace, la gioia e l’amore ma non potete poi tollerarli per molto. Dite di volere la felicità ma siete dipendenti
            dall’infelicità.

            Quasi ogni ego ha perlomeno un elemento di quello che possiamo chiamare "identità di vittima". Alcune persone
            hanno di sé un'immagine di vittima così forte che diviene il centro del loro ego. Risentimento e lamentela
            formano una parte essenziale del loro senso del sé. Anche se le vostre lamentele sono totalmente giustificate,
            avete costruito per voi stessi un'identità che è proprio come una prigione, le cui sbarre sono fatte di forme di
            pensiero [credenze e relative ‘emozionazioni emotive’]. Guardate ciò che state facendo a voi stessi, o meglio ciò
            che la vostra mente vi sta facendo. Sentite l'attaccamento emotivo che avete alla vostra storia di vittima e
            diventate consapevoli della compulsione che avete a pensarci o a parlarne. Siate lì, come [la] presenza che
            testimonia di questo vostro stato interiore. Non dovete fare niente [altro].
            Con la consapevolezza vengono la trasformazione e la libertà.

            Poiché l'ego è un senso derivato del sé, deve identificarsi con cose esterne [in mancanza di un centro interiore
            cerca un centro su altrove esternamente a sé].

            Deve essere difeso e alimentato  costantemente.  Le più comuni identificazioni dell'ego riguardano  i beni
            materiali, il lavoro che si svolge, la condizione sociale e il riconoscimento, la conoscenza e l'istruzione, l'aspetto
            fisico, le abilità speciali, i rapporti affettivi, le storie personali e familiari, i sistemi di credenze e spesso anche le
            identificazioni politiche, nazionalistiche, razziali, religiose e collettive di altro genere. Niente di tutto questo siete
            voi.

            Bisogna accettare,  e poi  agire.  Qualunque cosa  comporti il  momento  presente, dovete accettarlo come se
            l’aveste scelto voi. Dovete sempre operare con il momento presente, non contro di esso. Fatene il vostro amico
            e alleato, non il vostro nemico. Così si trasformerà miracolosamente l’intera vostra vita.
            Il piacere deriva sempre da qualcosa che è al di fuori di voi, mentre la gioia nasce dall’interno. La stessa cosa che
            vi dà piacere oggi vi darà [potenzialmente] dolore domani, oppure vi abbandonerà, e la sua assenza vi procurerà
            dolore. E ciò che spesso viene chiamato «amore» può essere piacevole ed entusiasmante per un po’, ma è un
            attaccamento che causa dipendenza, una situazione di estremo bisogno che può trasformarsi nel suo contrario
            in  un batter  d’occhio. Molti rapporti «amorosi», una volta  passata l’euforia  iniziale, in realtà oscillano fra
            «amore» e odio, attrazione e attacco.

            Per molti di noi, lungo la via, vi sono nuove scoperte da fare: noi non siamo la nostra mente [egoico-altalenante].
            Possiamo trovare l'uscita dal dolore psicologico. L'autentico potere umano si trova arrendendosi all'adesso.
            Scopriamo anche che il corpo è in effetti una delle chiavi per entrare in uno stato di pace interiore, così come lo
            sono il silenzio e lo spazio intorno a noi. Infatti l'accesso è disponibile ovunque. I punti di accesso, o ‘portali’,
            possono tutti essere usati per portarci nell' ‘adesso dove i problemi non esistono’. È qui che troviamo la nostra
            gioia e che siamo capaci di abbracciare il nostro vero sé.  È qui che scopriamo che siamo già completi e perfetti.

            Quando ti lamenti fai di te stesso una vittima. Quando ti esprimi, sei nel tuo potere; allora, quando è possibile o
            necessario, cambia la situazione [o] esprimendoti [con atteggiamento positivo] o intraprendendo un’azione
            [pacificativa, moderativa, protettiva, ecc.]. Accetta la situazione oppure lasciala perdere. Qualunque altra cosa
            è follia.
            L'ego non è solo la mente inconsapevole, la voce nella testa che finge di essere voi, ma è anche le emozioni
            inconsapevoli che sono la reazione del corpo [e soprattutto nel corpo, nel proprio corpo di energie emotive;
            concetto ripreso sotto] a quello che la voce nella testa sta dicendo. Abbiamo già visto in che tipo di pensiero la




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