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comprendendo la bellezza e l’importanza del virtuosismo caratteriale e della genuinità di spirito
sa solo optare per ciò che rimane, la (il)logica della quantità: il quanto più (per il me), il quanto
meno impegnativo, il quanto prima; possibilmente tutto e subito!
Ma c’è anche e soprattutto la debolezza-responsabilità di chi non opponendosi o non
proponendo soluzioni permette che tutto ciò meccanicamente, disfunzionalmente e follemente
si reiteri.
È un silente esercito di volenterosi che continua a far andare avanti il
mondo con il sevizio ed il sacrificio. Ciò ci ha condotto alle soglie di
un possibile mondo di pace e prosperità
Non ci troviamo al last minute della sostenibilità socio-economica; siamo senz’altro in tempo
per ingranare la marcia della ‘virtuosizzazione’ consapevole. Il mondo è pieno di persone
generose e pazienti che desiderano un cambiamento vero al di là delle apparenze, retoriche e
luccichini, ed è grazie a questo esercito di volontari - spesso silenzioso perché occupato a darsi
da fare, collaborativo, non fazioso ed insufficientemente pubblicizzato dai media - se molti
problemi hanno trovato soluzione e se altri, pur cronici, non diventano irreversibili. Il mondo si
è lentamente evoluto pur con tante contraddizioni e la volontà di scontro e di inganno di taluni;
una minoranza, in realtà. Dall’età della pietra ad oggi, transitando dall’era del bronzo, del ferro,
dalle civiltà antiche, dal medioevo, dall’era dei lumi, la ragione umana ha fatto strada. E non sto
qui ad elencare le grandi ed innumerevoli conquiste dell’intelletto umano e soprattutto dello
spirito umano, aspetti tra loro collegati; basti solo considerare il tasso di analfabetismo, di
aspettativa di vita e qualità della vita in generale di soli 100 anni fa. Ma i problemi di pacifica e
felice coesistenza permangono, ad indicare che c’è qualcosa di profondo che gli esseri imani,
nel loro insieme, non riescono a mettere a fuoco e comprendere; insieme. Appunto, ha a che
fare con le relazioni, indubbiamente; dell’essere umano con il suo simile e dell’essere umano
con sé stesso, con il cuore del suo cuore. È in questa profondità inter-intra-personale, fattore
primo esistenziale, che vanno condotte le ricerche, in una maniera tale che l’intelletto sia
pervaso dalle ragioni del cuore che sentono che le logiche dello scopo dell’insieme sono
superiori alle logiche dello scopo individuale; in quanto, quest’ultimo, incluso, protetto e
soddisfatto nell’insieme dello scopo del bene comune. Ha a che fare dunque con la salute
emozionale, la salute volitiva, salute comunicativa, la salute assertiva, la salute immaginativa,
la salute intuitiva e con la cura del corpo del nostro pianeta oltre che di quello personale, come
visto precedentemente; una fondamentale consapevolezza dell’essere … il sapere essere, che
comprende e supera gli elementi di attaccamento, illusione, bugia, dolore, colpa, vergogna e
paura, che come citato avvelenano il personale costrutto identitario scollegandolo dal suo
nucleo centrale.
Note le concause “interdisciplinari” e “multiepistemologiche” interiori; e disposti a fare un
percorso d’insieme con pazienza, umiltà, serietà, coraggio ed una sana dose di allegria, i
problemi possono senz’altro essere risolti finalmente alla radice, interiormente. Invero, il “QI
spirituale primo”, l’alto quoziente d’intelligenza spirituale (QS è l’acronimo in italiano) presente
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