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e esercitare tale luminosa creatività, quando mossi dal di dentro; e quando lo vogliamo
esprimere siamo capaci di cose davvero eccellenti e meravigliose!
Saper sapere, saper volere, saper essere e saper co-avere
(riferimento ai grafici precedenti)
È mia convinzione, dunque, che l’intelligenza spirituale non sia meramente legata allo sviluppo
intellettuale o mentale in genere ma a qualcosa di molto più interessante, energetico ed
inclusivo; è legata ad uno sviluppo complessivo della persona, che dal proprio cuore-principio si
manifesta creativamente ed appassionatamente nella relazione interpersonale (da cui
l’intelligenza emozionale) e nella relazione con l’ambiente. E che la comprensione del costrutto
teorico che c’è dietro lo sviluppo di un modello di integrazione personale non è quindi possibile
solo con l’applicazione logico-analitica (QI) ed empatica (come già introdotto); per
comprendere, realizzare e condividere l’eccellenza a tutto tondo bisogna essere pazientemente
ed appassionatamente più veloci della misurata sufficienza, della presunzione di conoscenza e
della pigrizia coalizzati insieme, ed essere realizzativi al di là dei tanti inevitabili ostacoli,
diffidenza e mediocrità che si incontrano lungo il cammino. Inoltre, e qui è il difficile, bisogna
saper diffidare delle proprie credenze (come già esposto) che si presumono essere certezze (a
volte, o spesso, abilmente giustificate emotivamente come tali) e saper apprendere anche da
chi, per esempio, non si mostri aperto e benevolente, o che mostri ovvi tratti caratteriali
negativi; oppure, utilizzando il concetto di inizio capitolo, mostri ovvia mancanza di connessione
al proprio Ikigai. Si può imparare da tutto, ovunque e comunque; anche da ciò che è assai
diverso e sfidante, e che a volte è esperienzialmente proprio ciò che è necessario per acquisire
la chiave di lettura, impensata ed inimmaginata, di importanti aspetti del puzzle della vita.
Inoltre, l’avere comprensione di un modello di integrazione personale è solo un primo passo
verso l’interiorizzazione consapevole del modello medesimo. Oltre al sapere nella dimensione
dell’avere (avere conoscenza di principi, cose e fatti) c’è soprattutto il sapere nella dimensione
dell’essere (essere incarnazione di principi, con fede-saggezza e forza di carattere); tra il dire ed
il necessario fare c’è di mezzo il “mare” (!) come giustamente recita la saggezza popolare. Ed è
così, attraversando il “mare” ed i venti della Vita nell’umile fare apprenditivo e perseveranza,
che nonostante le avversità di tutti i tipi, il sapere può coniugarsi in saper (di) potere, in saper
sapere con saper volere, e soprattutto in saper essere, e su questa base saper avere l’eccellenza,
espansivamente e diffusivamente!
I passi che dal saper (di) potere conducono al saper volere si mostrano essere molto affascinanti
quando si vive con un intenso focus-ritmo di avventura-scoperta poiché tale forza-focus quando
vissuta nella sua totalità oltre gli atteggiamenti-credenze-emozioni opponenti/frenanti
permette di accedere con can do spirit moltiplicativamente ad una marcia in più; permette di
spezzare le proprie barriere interiori di concetto di futuro e di riuscire a concepire, ben definire
e realizzare cose che in precedenza si continuava a posporre o non si pensava si potesse
realizzare affatto o non si aveva avuto l’apertura mentale di pensarci affatto. “L’effetto vortice
di moltiplicazione interiore” permette di accedere all’ “iperspazio spirituale” di realizzatività
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