Page 20 - TESINA ESAME TERZA MEDIA - DEGL'INNOCENTI FRANCESCO IIIA
P. 20
Lo stesso tema del naufragio è affrontato dall’altro grandissimo interprete del sublime in
pittura, il tedesco Caspar David Friedrich, ne “Il mare di ghiaccio (Il naufragio della
Speranza)” ma il suo messaggio si arricchisce di un carattere religioso perché per lui la
natura rappresentava una manifestazione di Dio e la pittura quasi una forma di preghiera
e di meditazione sui misteri dell’esistenza.
Caspar David Friederich, Il mare di ghiaccio (Il naufragio della Speranza), 1823-4
Anche dove il mare è ghiaccio dimostra la sua potenza. I margini duri e frastagliati dei
ghiacci sono dipinti in maniera talmente reale che trasmettono una sensazione di gelo, di
solitudine e di silenzio assordante. Dopo un’attenta osservazione però notiamo anche un
piccolo elemento intrappolato nel ghiaccio. Si tratta di una nave, o meglio i resti di una
nave naufragata. È un riferimento alla tragica spedizione artica di William Parry e della
sua Griper tra il 1819 e il 1820. Ma quello che importa all’artista non è tanto l’evento
storico che grande eco ebbe sui giornali dell’epoca.
Anche qui l’uomo si è trovato davanti a qualcosa di infinito e inaccessibile e dal quale è
stato attratto ma il suo tentativo di addentrarsi nel mistero è andato incontro al
fallimento. La protagonista qui è ancora la natura che ha inevitabilmente il sopravvento
sull’uomo, un uomo troppo piccolo e impotente di fronte ad una realtà pronta a
ribellarsi di fronte alle sue aspirazioni.
Il paesaggio è un’opera divina, nel quale si manifesta la potenza e l’immensità di Dio: in
questo caso il Polo Nord, luogo in cui nulla cambia, rappresenta l’eternità di Dio, la
navigazione è la continua ricerca dell’uomo di scoprire i misteri della natura ed il
naufragio simbolo della fragilità umana.

