Page 24 - TESINA ESAME TERZA MEDIA - DEGL'INNOCENTI FRANCESCO IIIA
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trasformati in prodotti finiti di uso quotidiano), o nei prodotti per la cura personale come
          creme  esfolianti,  dentifrici,  shampoo  (i  famosi  “microgranuli”)  oppure  sono  generate

          accidentalmente, per esempio, dalla polvere degli pneumatici o dall’uso e lavaggio dei
          capi  d’abbigliamento,  pochi  dei  quali  oramai  non  contengono  fibre  sintetiche.  Oltre  a
          inquinare, data la loro natura non riciclabile, possono addirittura essere ingeriti o inalati

          da tutti gli esseri viventi. Poiché molto leggere, vengono anche facilmente trasportate dal
          vento: ciò spiega perché se ne trovano campioni abbondanti anche in alta montagna.


          Tra i tanti effetti delle microplastiche quello di alterare il normale sviluppo delle specie
          vegetali marine, sia perché depositandosi sui fondali rendono più difficile la penetrazione
          delle  sostanze  nutritive  e  bloccano  lo  scambio  gassoso  con  l’acqua  sovrastante,  sia

          perché tendono a perdere sostanze tossiche. I contaminanti dannosi possono essere già
          presenti  nelle  plastiche  sottoforma  di  additivi  o  venire  assorbiti  dalle  plastiche
          nell’ambiente marino. Minacciano, inoltre, anche la fauna marina e terrestre: la maggior

          parte dei pesci le ingoiano scambiandole per piccoli crostacei o plancton o se ne nutrono
          indirettamente  cibandosi  di  prede  che  a  loro  volta  avevano  mangiato  plastica.  Le
          conseguenze dovute all’ingestione di plastica, soprattutto se di grandi dimensioni, vanno

          dalla riduzione della capacità dello stomaco e quindi del senso di fame, con successiva
          riduzione dell’accumulo di grasso fino a blocchi intestinali, perforazioni, lesioni e morte.
          Anche animali più piccoli che si nutrono sui fondali possono essere grandi accumulatori di

          microplastiche  e  la  plastica  ha  raggiunto  anche  il  mondo  dell’infinitamente  piccolo,  lo
          zooplancton  (l’insieme  dei  piccoli  organismi  animali  alla  base  della  catena  alimentare
          marina),  che  si  nutre  involontariamente  di  frammenti  di  plastica  più  piccoli  di  1  mm.
          Gli  effetti  sulla  salute  dovuti  all’esposizione  umana  alle  microplastiche  non  sono  però

          ancora noti.

          Inoltre, funi e reti da pesca abbandonate, ma anche imballaggi e buste, si aggrovigliano
          intorno  agli  animali  intrappolandoli  o  costringendone  parti  del  corpo,  rendendo

          impossibile muoversi o alimentarsi con conseguenze quasi sempre fatali.

          Ancora, alcune ricerche recenti ipotizzano un ruolo importante delle microplastiche nel
          deterioramento delle barriere coralline, compresi i pericolosi fenomeni di sbiancamento.


          L’impatto  delle attività dell’uomo sul  nostro pianeta sta letteralmente  mutando il  corso

          dell’evoluzione del pianeta stesso, che fino alla metà del XX secolo era modellato da
          forze interne, dal clima, dal Sole. Ora si aggiunge in modo talmente significativo l’azione
          dell’uomo che si parla di una nuova epoca geologica: l’Antropocene, in cui la Terra è

          modellata dall’uomo, della quale era addirittura si potrebbe già identificare un periodo, il
          Plasticele,  l’Era  della  Plastica.  Simbolo  di  quanto  l’uomo  abbia  superato  ormai  ogni

          limite  sono  la  creazione  di  vere  e  proprie  isole  di  plastica,  enormi  accumuli  di  rifiuti
          galleggianti detti anche “plastic vortex”, che tendono ad agglomerarsi per effetto delle
          correnti marine.
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