Page 14 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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               dice artefice; inipecoche ricorico con arcificiofoocdiii^ ^
               e roacftreuoliparole,fi ingegoa defcriuere,quanto dibua
                                 più illuftri huomi-
               no,b di catrìuoiaegU antichi tempi, i
               ni del mondoifec disgrada di fortuna, h da premedittco
               penfierooccoiw. Ecil Poeta conartefitbfi) parlare, fi
               indufiru dilettare,! chirafcolta;c fotto apparente veri-
               t!, con fetnplice,e puro figmento far credere agli huomi
               ni,quel che naai nel mondo occorfe. Non fia usai c'hab
               bia io da prendere vffitio di Poeta; mà da verillinio Ido-
               neo, acciò che con la verità delle parolefaccia credete »
               quanto di buono, e di cattino, per la volubilità dó tem-
               pre della fortuna occorfe alle antiche,mà Tempre fàmolè
               republichedi Calabria. E perche f come io diccua) i’im-
               pctfetto è principio del perfetto nella natnra,8c anchora
               nell’arte; confello quiuial publico, che per hauere letto
               quella non meno elegante, che dotta, e veridica operet-
               ta ,qual’ha compodo il nodro paefano Gabriele Barrio
               Francicano, huomo nelle facre,& humane lettere dottif
               fimo, e nella latina,e greca lingiia,quafi vgualeà Cice-
               rone, e Demodene; ch’in fatto chiamar fi puote, in que-
               lli nodri tempi Iplendote non Iblo di Calabria, mà d’itn
               lia : doue non per difetto deH’idelTo Gabrielle : mà più
               rodo per mancamento degli antichi libri, quali forfè non
               ha potuto hauere, benché con molta indudria.cercati li
               hauelTe, molte cofe notabili di Calabria, degne d'edere
               publicate , Ibno taciute : Nelle quali fi rende anco
              ucufato; perche non può vnhuomo ogni cofa vedere,co-
              me anco non può ogni cofa fapere. Donqiie fia di medie
              roche doue colui fi dimodra alquanto feemo, dianioaot
              compimento con le fiitiche dè nodri dudij : E non m*-
              obligarò caminare con Tordine delfito,delle Cicià,e Ca
              della di Calabria, perche in queda manica ; imaglftaii-
              domi ferbare ordine', diuerreidifordinato; onde mi par-
              àepiù ifpediente dìuidere iTcrritorij,e caminare fecon-
              do Tordine deU’antiche republiche; perche in* queda ma
              niera più facilmente fi podbno ntrouare gli antichi no-
              mi delle Città , & altre habitatìoni . E perche quattro
                                    furono
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