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Frasi di George Ivanovič Gurdjieff
Per estrarre dalla vita ciò che vi è in essa di più prezioso dovete
essere capaci di fare un’operazione chirurgica sulle vostre
emozioni.
Il più grande errore è credere che l’uomo abbia un’unità
permanente. Un uomo non è mai uno. Continuamente egli
cambia. Raramente rimane identico, anche per una sola
mezz’ora.
L'evoluzione è il risultato di una lotta cosciente.
L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione della sua coscienza, e la
coscienza non può evolvere inconsciamente.
L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione della sua volontà, e la
Volontà non può evolversi involontariamente.
L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione del suo potere di fare, e
fare non può essere il risultato di ciò che accade.
In genere l’uomo ha soltanto desideri, e ciò che chiamiamo una
volontà forte o debole non è altro che la permanenza più o meno
forte dei nostri desideri. La volontà autentica è un potere
derivato non tanto dai vari desideri, di regola contraddittori,
appartenenti ai diversi “io”, ma derivato dalla coscienza e governato da un io unico e permanente. Soltanto
questa volontà agisce e trasforma … può essere definita libera, perché è indipendente dal caso e non può essere
modificata o diretta dall’esterno.
Non conoscendo le leggi cui è soggetta la sua opera, l'uomo s'illude di essere lui ad agire, a fare, a costruire, a
decidere; non si rende conto di essere dominato, nelle sue scelte, da forze superiori; non vede che cosa lo induce
a muoversi in un modo piuttosto che in un altro, a ripetere ciclicamente le stesse operazioni; non riconosce il
suo grado di meccanicità, il suo stato di letargia, di autoipnosi, di automistificazione.
L’evoluzione può essere [sentita come] necessaria soltanto a colui che si renda conto della sua situazione e della
possibilità di cambiarla, e si renda conto che ha dei poteri che non usa e delle ricchezze che non vede. Ed è nel
senso della presa di possesso di questi poteri e di queste ricchezze che l’evoluzione è possibile.
“Eh sì, caro professore, il sapere e la comprensione sono due cose completamente differenti. Soltanto la
comprensione può portare all’essere. Il sapere di per sé stesso non ha che una presenza passeggera: un nuovo
sapere caccia via il precedente e, in fin dei conti, non è altro che del ‘nulla versato nel vuoto’”.
Una percentuale considerevole della gente che incontriamo per via è vuota dentro, cioè, in realtà è già “morta”.
È una fortuna per noi che non lo vediamo e non lo sappiamo. Se sapessimo quante di queste persone sono in
realtà “morte” e quante di queste persone “morte” governano le nostre vite, impazziremmo dall'orrore.
L’uomo ordinario non è libero, né nella sua vita né nelle sue manifestazioni né nei suoi umori. Non può [in tale
“ordinarietà”] essere ciò che vorrebbe essere, e non è ciò che crede di essere.
Il punto di partenza della ricerca è la conoscenza di noi stessi o ‘lo studio di noi stessi’, ‘il ricordarsi di noi stessi’.
Diventare consapevoli di noi stessi, anche solo per pochi momenti, è la tecnica che può aiutarci ad uscire dallo
stato di alienazione in cui ci troviamo abitualmente.
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