Page 293 - Amailtuolavoro
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Al di fuori delle agitazioni della vita esiste qualcos’altro che dovrebbe essere lo scopo e l’ideale di ogni uomo più
o meno capace di pensare - e che questo ‘altro’ soltanto può rendere l’uomo veramente felice e offrirgli dei
valori reali, invece di quei ‘beni’ illusori che, nella vita comune, gli vengono prodigati sempre e dovunque.
Lo sviluppo dell’uomo avviene secondo due linee: sapere ed essere. Affinché l’evoluzione si compia
correttamente, le due linee devono procedere insieme, parallelamente l’una all’altra, sostenendosi a vicenda.
L'uomo è una macchina, tutto ciò che fa, tutte le sue azioni, tutte le sue parole, pensieri, sentimenti, convinzioni,
opinioni, abitudini, sono i risultati di influenze e impressioni esterne. Per fare bisogna essere.
Nessuno capisce che il grado del sapere d'un uomo è una funzione del grado del suo essere.
Quando il sapere surclassa eccessivamente l'essere, diviene teorico, astratto... può diventare addirittura nocivo,
perché, invece di servire la vita e di aiutare la gente nella lotta contro le difficoltà, un “sapere” di questo tipo
comincia a spiegare tutto: perciò può arrecare soltanto difficoltà nuove, nuovi guai e calamità d'ogni genere che
prima non esistevano.
Fissa la tua attenzione su te stesso, sii cosciente in ogni momento di quello che pensi, senti desideri e fai.
Non lamentarti
Più difficili sono le condizioni di vita, maggiore è la possibilità di lavorare, affinché tu lavori consapevolmente.
Quelli che chiamiamo pensieri non sono pensieri.
….. abbiamo varie etichette, alcune brevi, altre concise, altre lunghe, ma nient’altro che etichette.
Queste etichette vengono trasferite da un posto all’altro.
Le richieste provenienti dall’esterno sono ciò che noi riceviamo sotto forma di impressioni. Ma le richieste non
vengono solo dall’esterno, provengono anche da diversi punti interni. E tutto dev’essere messo in codice.
Questo caos è ciò che chiamiamo pensieri e associazioni.
Purtroppo noi ci scordiamo sempre di tutto. Ci ricordiamo le cose solo quando è troppo tardi. Al momento
opportuno, la nostra attenzione è occupata, per es., dal fatto che quell'uomo non vi garba, e non potete
impedirvi di provare antipatia. [con l’attenzione] Questa sensazione non va dimenticata, dev'essere registrata
nella memoria. Il gusto di un'esperienza non dura a lungo. Senza attenzione, le manifestazioni vanno perdute.
Dovremmo annotare tutto in memoria, altrimenti finiamo per dimenticare...
Se vi ricordate di più di voi stessi la vostra memoria sarà migliore - (Ouspenskij, sull’insegnamento di Gurdjieff)
Ci sono cose che non si ripetono spesso. Se casualmente osservate una cosa, e non la affidate alla memoria, la
perdete per sempre.
Interiormente siamo divisi, ma soltanto con l’osservazione e lo studio possiamo riconoscere la pluralità del
nostro essere.
Capii che il problema consisteva nel rivolgere l’attenzione a sé stessi senza diminuire o abolire l’attenzione rivolta
a qualcosa d’altro. Tuttavia, questo “qualcosa d’altro” poteva essere tanto dentro che fuori di me - (Ouspenskij,
sull’insegnamento di Gurdjieff)
Ci sono diversi stati di coscienza:
- il sonno, in cui la nostra macchina continua a funzionare, ma funziona a pressione ridotta;
- lo stato di veglia, che è quello in cui ci troviamo in questo momento.
Questi sono gli unici due stati conosciuti dall’uomo ordinario.
- lo stato chiamato “coscienza di sé”: è il momento in cui l’uomo è presente a sé stesso e alla propria macchina.
Solitamente, noi conosciamo questo stato soltanto per qualche attimo. Ora, quando siete pienamente e
continuamente coscienti dell’“io”, di ciò che esso fa e di quale “io” si tratta, diventate coscienti di voi stessi.
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