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Il leader globale è colui che ama l’umanità come ama la propria famiglia. È passato un po’ di tempo da quando
abbiamo sentito per la prima volta la frase «villaggio globale». La terra, tuttavia, è sempre stata un’unica
comunità. Il successo di un uomo che si ponga come scopo di vita quello di ottenere una laurea, essere assunto
in una ditta che gli paghi un alto stipendio e avere una vita tranquilla, sarà paragonabile a quello di un cagnolino.
Chi, invece, dedicherà la vita ad aiutare i profughi in Africa, avrà il successo di un leone. Il corso che si sceglie
dipende dal cuore che ciascuno ha dentro di sé.
La mia speranza è che la Corea possa produrre leader globali nel vero senso del termine. Spero di vedere più
statisti e politici che conducano le Nazioni Unite a realizzare il loro scopo. Spero di vedere più diplomatici che
mettano fine ai combattimenti nelle aree di conflitto. Spero di vedere qualcuno come Madre Teresa di Calcutta,
che si occupi di coloro che vagano alla cieca e muoiono nelle strade. Spero di vedere leader della pace, che
ereditino la mia missione di esplorare nuove soluzioni sulle terre e nei mari. Il punto di partenza è avere un
sogno e una meta. Abbiate uno spirito avventuroso e pionieristico. Concepite sogni che gli altri non osano
neppure immaginare. Ponetevi mete che abbiano significato e diventate leader globali, che recheranno beneficio
all’umanità.
Quando all’inizio ti poni la meta, giura a te stesso di raggiungere il livello più alto (frase citata del prozio Yun Guk
Moon).
Il denaro guadagnato attraverso il duro lavoro dev’essere sempre usato per amare il mondo e realizzare progetti
a beneficio del mondo. (…) Un sacco a pelo è sufficiente per dormire in qualsiasi posto. Non è importante come
viviamo, ma il tipo di vita che conduciamo. Il benessere materiale non è un requisito per la felicità. Mi dispiace
che l’espressione «vivere bene» venga usata per definire la ricchezza esteriore. Vivere bene vuol dire vivere una
vita che abbia un significato.
Non c’è menzogna nel sangue, nel sudore e nelle lacrime che la gente sparge, c’è solo verità. Non c’è grande
significato né valore, invece, nel sangue, nel sudore o nelle lacrime, che un uomo versa per sé stesso.
Per tanti anni ho fatto
appello a tutte le
religioni del mondo
perché coesistano
come una sola
religione, a tutte le
razze, perché vivano
unite come una sola
razza, e a tutte le
nazioni, perché si
relazionino tra loro
come se fossero una
sola na-zione.
Tuttavia, per migliaia L’assemblea Mondiale delle Religioni, un progetto iniziato nel 1985 dal Rev. S.M.
di anni, la storia ha Moon, ora evolutosi insieme alle ICUS in seno a diverse altre iniziative di natura
visto il con-tinuo interreligiosa, culturale e per lo sviluppo economico della UPF (Universal Peace
acuirsi delle divisioni. Federation, una organizzazione avente stato consultivo generale presso il
Ogni volta che è stata Consiglio economico e sociale dell’ONU).
adottata una nuova
religione o è salito al
potere un nuovo regime, sono stati tracciati ulteriori confini e sono state combattute nuove guerre. Oggi però
viviamo in un’era di globalizzazione. Nell’interesse del fu-turo, dobbiamo trovare l’unità.
[illustrando il progetto dell’autostrada Internazionale della Pace] Non ci saranno blocchi stradali e tutto il mondo
sarà interconnesso, in modo analogo a quanto accade con i vasi sanguigni nel corpo umano, il mondo diventerà
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