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I laghi del Pantanal sono quasi sempre puliti. Non importa cosa vi venga gettato, l’acqua ritorna rapidamente
limpida, perché l’ambiente umido filtra i sedimenti e gli elementi inquinanti. Questa è la ragione per cui tante
diverse specie di pesci vivono in quelle acque. Ciascuna specie ha un regime alimentare diverso. Vivono insieme
in un ecosistema molto complesso e divorano anche le scorie che guastano l’acqua. Anche la loro nutrizione
contribuisce al mantenimento della pulizia dell’acqua. Da questo punto di vista, i pesci sono molto diversi dagli
uomini, perché non vivono per il proprio esclusivo interesse, ma sono parte di un sistema più ampio e bilanciato:
contribuiscono a mantenere pulito l’ambiente ed a migliorarlo. Nel Pantanal, il dorso delle foglie del giacinto
acquatico è nero d’insetti. Se tutti quegli insetti rimanessero lì, il giacinto non potrebbe sopravvivere, ma ci sono
dei pesci che mangiano quegli insetti. In questo modo, vivono gli insetti, vive il giacinto e vivono i pesci. La natura
è fatta in questo modo. Nessuna creatura vive per sé stessa. Ognuna vive per l’altra. La natura c’impartisce
questa straordinaria lezione.
(…) Da questi alberi maestosi si ricavano legni come l’ebano bruno, del quale si dice che non marcisca mai e duri
più a lungo dell’acciaio. Immaginate quale possa essere la vista di un bosco pieno di questi alberi pregiati. Ne ho
fatto seminare un arboreto di quattrocento ettari nella regione. Gli alberi piantati (….) hanno reso il Pantanal
ancora più bello. L’egoismo umano sta distruggendo la natura e la competizione, incentrata sulla ricerca della
via più breve al successo economico, è la ragione principale per cui l’ambiente naturale è stato rovinato. Non
possiamo permettere che il pianeta sia danneggiato ulteriormente.
Sto chiamando a raccolta esperti e studiosi dell’ambiente da tutto il mondo e li sto incoraggiando a interessarsi
della conservazione di quell’area. Sto operando per fermare la distruzione del Pantanal, messa in moto dai
desideri materiali di alcuni uomini privi di scrupoli. (…) La natura non è qualcosa da usare una volta sola e poi
gettare via. Tante generazioni dei nostri discendenti dovranno essere in grado di contare su di essa, come
facciamo noi.
A destra il Rev. Moon parla durante la sessione di apertura della 15 Conferenza
a
internazionale annuale sull'unità delle Scienze (ICUS, un forum accademico
interdisciplinare dedicato all'esame delle questioni importanti che riguardano il
mondo contemporaneo fondato dal rev. Moon).
Sopra, una foto del convegno dell’ICUS per scienziati e accademici di 43 nazioni
che si è tenuta nel 1981 a Seul.
La semplice distribuzione del cibo, tuttavia, non risolverà da sola il problema della
fame. Bisogna accostarsi al problema in maniera più radicale. Sto prendendo in
considerazione due metodi concreti e fondamentali. Il primo è quello di fornire
loro grandi quantità di cibo a basso costo; il secondo è quello di diffondere le tecnologie, che la gente possa
usare per risolvere la fame per proprio conto. La questione alimentare porrà all’umanità un grave dilemma per
il futuro.
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