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troverà impreparati, non potremo approfittare dell’occasione. Se, invece, siamo consapevoli che sta per iniziare
un’era oceanica, e la Corea vuole porsi alla guida di questa transizione, allora la nostra nazione deve mettere in
atto i preparativi necessari. Nel mare, ci sono più risorse che pesci. Un grandissimo tesoro è costituito dalla sua
capacità di produrre energia. Col diminuire delle riserve di petrolio, cresce giorno per giorno il senso della crisi
riguardante le fonti d’energia. Se nel mondo si esaurisse il petrolio, l’umanità si troverebbe immediatamente al
buio. Ci sono tentativi diretti a ricavare energia alternativa dal granturco, ma quest’opzione non appare
realistica, quando si consideri che non c’è neppure cibo a sufficienza per sfamare l’attuale popolazione mondiale.
L’era marittima non potrà iniziare senza il necessario impegno di energie umane. Dobbiamo innanzitutto andare
in mare. Dobbiamo uscire sulle barche ed affrontare le onde. Se non avremo questo coraggio, non potremo
essere pronti per quell’era. Il Paese che conquisterà gli oceani diventerà la potenza dominante, e il mondo sarà
desideroso di studiare la sua cultura e la sua lingua. La Corea deve eccellere nell’esplorazione dell’Oceano
Pacifico, deve comprendere la volontà del Creatore e fare buon uso delle risorse da Lui offerte.
I mari possono diventare un punto centrale per unire il mondo. Per dominare i mari, dobbiamo essere allenati a
vivere a nostro agio tanto in mare quanto sulla terra. Quando addestro la gente alla pesca, mando via dieci
barche piccole e una grande. Quando lasciano il porto, le barche piccole sono guidate dalla grande ma, una volta
che giungono in mare aperto, devono essere responsabili ognuna per sé stessa. Devono conoscere quale sia la
direzione del vento, cosa si trovi sul fondale e quali siano i percorsi seguiti dai pesci. Devono apprendere da sé
tutte queste cose. Mi piace usare la frase «spirito dell’Alaska». Con questo intendo l’abitudine di alzarsi alle
cinque della mattina, uscire in barca, e non fare ritorno se non dopo la mezzanotte, quando d’estate c’è ancora
luce. L’uomo con lo «spirito dell’Alaska» resta in mare finché non abbia preso la quantità giornaliera di pesce
prevista. Non si diventa veri pescatori se non s’impara a perseverare in questo modo. Pescare non è come fare
una crociera di piacere. Per quanto possa essercene intorno, il pesce non salta da solo nella barca. Ci vuole
conoscenza specialistica e tanta esperienza. Bisogna sapere come riparare una rete e (…). Chi ha ricevuto il duro
addestramento necessario per diventare un pescatore, può andare in qualunque posto del mondo e diventare
una guida di persone. Imparare a pescare è un buon allenamento per diventare un leader.
(…) È naturale che la gente abbia paura del mare. Quando le onde sono sostenute dal vento, il mare si agita.
Onde e marosi sono assolutamente necessari, per mescolare l’ossigeno con l’acqua del mare. Se il mare dovesse
rimanere calmo per troppo tempo, senza vento né onde, comincerebbe a morire. Quando ci rendiamo conto
dell’importanza delle onde, esse non sono più qualcosa da temere. Quando il vento soffia forte e le onde si fanno
terribili, dobbiamo comprendere che questo serve a far sopravvivere i pesci. A quel punto, le onde diventano
parte dell’attrattiva del mare.
Nell’era che verrà, saranno sviluppati anche l’aeronautica e i trasporti spaziali. Arriverà il tempo in cui sarà una
necessità assoluta possedere una tecnologia aeronautica ben sviluppata. Se non comincerà subito a munirsi di
una propria industria aerospaziale, la Corea si troverà in ritardo. Per questo motivo, sto preparando un parco
industriale aeronautico a Gimpo, nella provincia di Kyeonggi. Ho in programma la produzione di elicotteri della
stessa qualità dei famosi Sikorsky. Giungerà presto il giorno, in cui elicotteri con l’emblema del Taeguk voleranno
nei cieli di tutto il mondo.
La nostra infinita avidità di beni materiali ha prodotto l’attuale grave inquinamento dell’aria e dell’acqua, che
minaccia di distruggere la natura, compreso lo strato di ozono che ci protegge. Se la tendenza attuale dovesse
continuare, l’umanità si troverebbe nell’impossibilità di sfuggire alle conseguenze insidiose della sfrenata
passione per i beni materiali. Negli ultimi vent’anni, ho lavorato a sostenere e conservare la regione del Pantanal
in Brasile. Il Pantanal, una regione posta sul confine tra il Brasile, la Bolivia e il Paraguay, è la zona umida più
ampia del pianeta. È stata inclusa dall’UNESCO nell’elenco dei siti del Patrimonio Mondiale. Sto promuovendo
un movimento ambientalista mondiale, per preservare le creature viventi del Pantanal nella condizione di
purezza naturale, che Dio aveva loro impresso al tempo della creazione.
(…) La flora e la fauna di quella regione e del bacino delle Amazzoni sembrano essere le stesse del primo mattino
della creazione.
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