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Le forme mentali corrispondenti a queste forme dell'esistenza sono le forme del pensiero.
              Esistenza e forza,  sungsang  e  hyungsang,  Yang  e  Yin, soggetto e oggetto,  posizione e
              disposizione, immutabilità e mutabilità, azione ed effetto, tempo e spazio, numero e principio, e
              finito e infinito, sono, allo stesso modo, anche le forme del pensiero. Le forme dell'esistenza sono
              forme delle relazioni materiali, mentre le forme del pensiero sono i concetti basilari, ovvero le
              forme delle relazioni tra le idee.

              Le forme del pensiero non sono, come sosteneva Kant, discoste dall'esistenza; inoltre, le forme
              dell'esistenza del mondo esterno non si riflettono nelle forme del pensiero né danno loro origine,
              come afferma il marxismo. L'essere umano stesso è munito, fin dall'inizio, delle forme del
              pensiero corrispondenti alle forme dell'esistenza del mondo esterno. Ad esempio, l'uomo stesso
              ha fin dall'inizio natura spaziale e temporale e perciò ha anche le forme del pensiero del tempo
              e dello spazio; è un essere soggettivo e oggettivo, e perciò ha le forme del pensiero del soggetto
              e dell'oggetto (in azione di dare e ricevere).

              Relativamente alle forme di pensiero,  le funzioni della  mente comprendono  l'intuizione
              (sensibilità intuitiva), la percezione, la cognizione, il pensiero, la deduzione, la concezione, la
              pianificazione, la memoria, la ricerca dello  scopo  (forza di volontà coerentemente tesa
              all'attuazione di un certo scopo) e l'apprezzamento estetico. Tutte queste forme si esprimono in
              basi delle quattro posizioni e nell’interazione tra basi delle quattro posizioni e si basano dunque
              sull’applicazione di principi universali, che sono alla base dello sviluppo.





                           Alla ricerca di un paradigma sistemico, immerso nella

                               dimensione principio-intuitiva fuori dal tempo.



               Il personale concepimento dell’esistenza di ciò che ho definito Modello di Sviluppo Sistemico
               Quadrimoltiplicativo è avvenuto nella primavera del 2018, tre anni dopo aver scritto la seconda
               parte di questo testo, sulla base della convergenza di personali intuizioni e ricerche in ambito
               ontologico,  principio-sistemico  (‘tutto è  connesso in sistemi  tra loro  interconnessi’)  e
               psicologico (MBTI, psicoterapie ad orientamento spirituale) emerse a seguito di situazioni assai
               sfidanti affrontate congiuntamente; fattori-sfida che si sono rivelati essere co-necessari per me
               al fine di avere una visione sistemica più ampia.

               Mi era ormai chiaro che poiché l’essere umano include dinamicamente ed integrativamente la
               dimensione spirituale, quella mentale, quella emotiva e quella ‘fisico-sudorativa’, le dimensioni
               degli ideali-vision,  quella  logico-cognitiva,  quella  degli affetti e  quella  dell’impegno
               professionale dovessero essere viste come un unico paradigma di forze correlate da studiare in
               modo assolutamente unitario, e ciò poneva una grossa sfida dinamico-integrativa. Inoltre e
               soprattutto mi rendevo conto come l’essere nell’occhio del ciclone di una grossa responsabilità
               di leadership  con grandi obiettivi da realizzare e dove accontentare tutti al  ribasso è
               esattamente la strada per fallire, richiedesse competenze dinamico-interpersonali che non si
               possono inventare dall’oggi al domani; le problematiche sono innumerevoli ed interconnesse
               (ma anche intraconnesse) in un mondo che cambia velocemente e che per certi aspetti va alla



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