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rovescia. E ciò richiede conoscenze multisettoriali e visione d’insieme, grande stabilità, grande
               sensibilità, particolare forza caratteriale e la capacità di proiettarsi nel futuro “anticipandolo”
               ….  sapendolo creare  con intelligenza. L’alternativa  è  essere un  “martire”-vittima di un
               susseguirsi di difficoltà affrontate  con una incontrollabilmente sfuggente  e depotenziante
               componente “pluri-credenzial-emotiva” (i sette “demoni psicologici” citati prima: “mi propongo
               di affrontare una sfida, e finisco per arenarmi e fare addirittura ciò che non voglio; è frustrante,
               ho un nemico particolare in me stesso”) mentre si persevera strenuamente in una marcia più o
               meno  forzata  in un  deserto  di problemi che sfuggono  ad una completa  comprensione e
               controllo, aderendo alla speranza-missione di una “terra promessa” d’auspicato traguardo da
               raggiungere ma che rimane fuori portata o che si raggiunge a caro prezzo ma in uno scenario di
               non sostenibilità  o compromessa sostenibilità  nel futuro.  In una realtà dove i problemi
               “sfuggono” al proprio controllo e tendono a sommarsi o, peggio, a moltiplicarsi, è necessaria
               una forza sistemica e accrescitiva con la capacità di scrutare lontano ed unificare risorse a
               dispetto delle avversità.
               Nella mia visione di fondo, cuore, principi, fede personale, creatività, forza di carattere e tipi di
               personalità, con le loro componenti di atteggiamenti virtuosi primari e secondari, intuizioni,
               immaginazione, spirito di ricerca, allegria costruttiva, empatia, spirito di servizio, disciplina, ecc.,
               dovevano in qualche modo integrarsi in una intuizione cumulativa di dinamiche interrelate e
               con effetto moltiplicativo superiore all’effetto sottrattivo delle forze antagoniste; dinamiche
               moltiplicative risultanti in un moto di eccellenza di sviluppo continuativo personale e di squadra
               che,  come precedentemente  menzionato, avesse  la forza di  risolvere  nel presente  l’inerzia
               frenante/bloccante ed in qualche modo ingannevole delle esperienze del passato che ci si porta
               dietro.  Sentivo interiormente  un indefinito senso  del sapere,  come se  una  silente
               consapevolizza mi invitasse ad accedere i suoi invisibili portali della comprensione ove la logica
               delle connessioni e dei perchè si dischiudeva come di un bagliore di luce nelle tenebre dove
               tutto appare per un attimo illuminato  e  connesso; io pre-sentivo che tutto  era connesso,
               sistemicamente uno, e che la soluzione generale fosse dunque un complesso di fattori integrati
               ri-posti in equilibrio dinamico. Le intuizioni trasmettono preconoscenza e ispirano una qualche
               risposta indicativa alle proprie ricerche - come fa un suggerimento – e così mi sentivo invitato
               ad aprirmi allo sforzo di comprensione, ad estendere come un elastico la mia mente per poter
               fare entrare quella conoscenza che sapevo esserci e che in qualche modo in realtà mi stava
               chiamando a credere in ciò che desiderava rivelare.
               Per arrivare alle mie convinzioni attuali fu determinante aver finalmente messo in discussione
               la mia supposizione che il modello integrato che cercavo di comprendere avesse uno sviluppo
               piano,  cioè fosse  bidimensionale. E  a tal proposito fu determinante includere un aspetto
               psicologico di ricerca che continuava a tornare alla mia mente che sentii doveva avere a che
               fare integralmente  con il paradigma; aspetto  che  intuì  poteva essere  rappresentato
               esclusivamente in grafica tridimensionale. Poi, presa la matita in mano nella sensazione di poter
               forse dare una forma al senso emergente della mia comprensione, misi completamente da
               parte tutte le urgenze-timori  connesse alla  mia pressante agenda ed il loro effetto
               emotivizzante su di me, poiché sentivo che quel momento di comprensione, di espansione
               interiore, che avevo coltivato era più importante di qualsiasi urgenza o altra necessità. Dunque
               mi posi interiormente in un completamente aperto-fluido ascolto, espansivo ed  allo stesso
               tempo unitivo delle intuizioni precedenti, per cogliere, guidato nella mia apertura interiore di
               possibilità, la “silente” risposta intuitiva; ero lì solo per quello. A quel punto una struttura logica
               è cominciata ad  emergere, “apparire”,  agli “occhi” della mia ragione intuitiva,  con  la


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