Page 11 - TESINA ESAME TERZA MEDIA - DEGL'INNOCENTI FRANCESCO IIIA
P. 11
L’eroe è visto come un capo, una guida per quanti vogliono condurre una vita al di
sopra della mediocrità, per quanti intendono essere artefici della propria esistenza.
Il poeta e i compagni gli domandano di accoglierli sulla sua nave. Come Ulisse ha in mano
la cima che governa la vela che è libero di dirigere dove crede, allo stesso modo il poeta e
i suoi compagni si dichiarano liberi e disposti ad affrontare nobili imprese. Ma Ulisse non
si degna neppure di volgere il capo: le voci e le grida di quegli uomini comuni risuonano al
suo orecchio come schiamazzo di fanciulli.
D’Annunzio si sente l’unico che possa stare alla pari con l’eroe e chiede di essere
sottoposto proprio alla prova dell’arco: è pronto a morire se non la supererà; in caso
contrario il poeta si accompagnerà a Ulisse alla pari, diventando così anche lui modello di
superuomo e simbolo del desiderio inquieto di agire.
Uno sguardo abbagliante Ulisse rivolge al poeta, che ne trae motivo di orgoglio e il
presagio d’essere destinato anche lui a imprese eccezionali.
Innovativa e complessa è l’opera Ulysses dello scrittore irlandese James Joyce, divisa in
tre libri (Telemachia, Odissea, Nostos); è la storia di semplici uomini e donne irlandesi che
vagano, per un motivo o per un altro, nella caotica Dublino d’inizio secolo. In particolare i
personaggi su cui si focalizza l’attenzione sono Leopold Bloom, Stephen Dedalus e la
moglie Molly. Ogni capitolo, legato ad una situazione diversa, è messo in parallelo con un
evento o con un’avventura dell’Odissea di Omero. E’ chiaramente espressa la distanza
tra la mediocre realtà contemporanea e la grandezza eroica del mondo greco.
Anche nella sua Odissea come nell’originale il viaggio dell’uomo moderno è un
viaggio dentro se stesso, una scoperta della propria identità che si definisce e
arricchisce sulla base di ciò che di nuovo vede e scopre. Inoltre, come Omero, Joyce
scrive un’opera che costituisce un’ enciclopedia della sua epoca: come l’Odissea riflette i
drammi della Grecia del tempo, anche l’Ulisse mostra una Dublino del ‘900 in tutte le sue
problematiche.
In Ulisse di Umberto Saba, il viaggio dell’eroe omerico rappresenta la vita del poeta,
sempre alla ricerca di esperienze nuove ed avvincenti.
“Oggi il mio regno è quella terra di nessuno. Il porto accende ad altri i suoi lumi; me al
largo sospinge ancora il non domato spirito, e della vita il doloroso amore”
Mentre alcuni si rifugiano nella sicurezza del porto, accettando le cose come sono senza
mettere in dubbio le proprie certezze, il poeta si spinge verso il mare aperto, pronto a
mettersi in gioco e a correre dei rischi, a continuare a navigare, nonostante le tempeste.
Il “non domato spirito” accomuna il poeta alla figura di Ulisse, entrambi non si
accontentano di vivere in maniera passiva e acritica ma desiderano andare oltre.

