Page 9 - TESINA ESAME TERZA MEDIA - DEGL'INNOCENTI FRANCESCO IIIA
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“Com’è sciocco fermarsi, finire,

          Arrugginire non lucidati, non brillare nell’uso!

          Come se respirare fosse vivere!”


          “……..e vile sarebbe

          Per tre soli anni ammucchiare e accumulare io stesso,

          E questo grigio spirito bramare nel desiderio


          Di seguire la conoscenza come una stella cadente,

          Oltre il limite più estremo dell’umano pensiero.”

          Ulisse lascia la cura di Itaca al figlio e parte per un altro viaggio verso l’ignoto.

          Mentre  Dante  lega  Ulisse  ad  un  giudizio  morale  negativo,  Tennyson  vede  l’eroe

          romantico per eccellenza, l’uomo che vuole spingersi oltre i limiti imposti ed affermare
          se stesso.




          In Pascoli Ulisse è il protagonista di L’ultimo viaggio, uno dei Poemi Conviviali e diviso in
          24 brevi canti.


          L’opera racconta l’ultimo periodo della vita di Odisseo: dopo essere tornato ad Itaca e
          aver vissuto per nove anni nella sua isola sognando continuamente il mare, invecchiato e
          spinto dalla nostalgia, decide di voler rivivere le sue imprese passate, in quanto il ricordo

          si sta in lui affievolendo, non riesce ormai a distinguere fra la sua memoria ed i suoi sogni
          e parte, insieme ai suoi vecchi marinai, per rivisitare i luoghi delle sue avventure.

          Tuttavia, Ulisse scopre che tutto è cambiato: non incontra più le creature in cui si era
          imbattuto in passato, Polifemo e i ciclopi, Circe e, credendo che queste siano state frutto

          della  sua  immaginazione,  cerca  una  conferma  avvicinandosi  all’isola  delle  sirene.  Le
          sirene  però  non  intonano  alcun  canto.  Al  passaggio  di  Ulisse  e  dei  suoi  uomini
          rimangono immobili e mute. Solo quando oramai si è avvicinato, un’amara verità attende

          Ulisse. Quella a cui si sta avvicinando è un’isola sovrastata da un mucchio di ossa umane,
          ma non è opera di creature ingannatrici. Si tratta bensì di un’immensa scogliera contro la
          quale si sono scontrati miliardi di navi e quella di Ulisse è la prossima.


          “«Solo mi resta un attimo. Vi prego!
          Ditemi almeno chi sono io! chi ero!».
          E tra i due scogli si spezzò la nave.”


          (Da L’ultimo viaggio- canto XXIII)
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