Page 26 - TESINA ESAME TERZA MEDIA - DEGL'INNOCENTI FRANCESCO IIIA
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l’inquinamento da plastica provoca danni economici ad attività come il turismo e la
pesca, in termini di riduzione delle catture, di danni alle imbarcazioni e agli attrezzi, di
minore domanda da parte dei consumatori, oltre al fatto che spiagge inquinate e sporche
scoraggiano il turismo, determinando un’importante perdita di posti di lavoro nel settore.
Il problema può essere affrontato ma richiede l’impegno e la collaborazione di tutti,
istituzioni, imprese e individui.
Nel nostro piccolo la prima cosa da fare è cambiare le nostre abitudini:
Ridurre: optare per prodotti con meno imballaggi, usare borse in stoffa per la
spesa, evitare saponi e prodotti cosmetici che contengono plastiche e prodotti usa
e getta, optare per prodotti fatti con materiale biodegradabili;
Riusare: scegliere il vuoto a rendere, conservare nel vetro al posto che nella
plastica, comprare detersivi “alla spina”;
Riciclare: selezionare i rifiuti e adottare la raccolta differenziata;
Recuperare: produrre oggetti diversi dalla loro funzione originale, inventare nuovi
utilizzi.
La strada della raccolta differenziata della plastica aiuta sicuramente ma è lungi
dall’essere risolutiva. Non tutta la plastica è riciclabile e soprattutto comprende molte
tipologie che, per avere un riciclo che funzioni, andrebbero tutte raccolte in modo
distinto e separato.
Oggi l’unico modo per ridurre l’impatto che questo materiale ha sul nostro ecosistema
è limitarne l’uso.
L’Unione Europea produce circa 26 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica all’anno, di cui
solo il 30% al momento è riciclabile, e di questi finiscono nel mare tra le 150 mila e le 500
mila tonnellate: sulle spiagge europee l’80-85 per cento dei rifiuti è plastica e per la
maggior parte sono prodotti usa e getta.
Le decisioni prese dai singoli stati e dalla comunità internazionale sono le uniche che
possono abbattere drasticamente l’inquinamento dei mari causato dai rifiuti plastici.
E qualche risposta dal mondo istituzionale sembra arrivare, almeno in ambito UE. Il
Parlamento Europeo ha infatti approvato una legge che vieta a partire dal 2021 la vendita
di alcuni prodotti di plastica usa e getta come posate e piatti da pic nic, cannucce
monouso, cotton fioc e bastoncini di plastica per palloncini, tutti prodotti che dovranno
essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili La direttiva fissa inoltre un
obiettivo del 90% di raccolta delle bottiglie di plastica entro il 2029.
Ma la strada è tutta in salita perché la necessaria salvaguardia dell’ambiente si
accompagna a interessi economici ed industriali che non vedono di buon occhio controlli
e limitazioni.

