Page 147 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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r RI  I; M  o.    *74 ,
     àelttJÒrtaftcrio allhora detto Sw Mercurio « mi Ko^gi é
     chiamata la Chiefa dal (uo nome S.Faiuino, poco lonta-
     no da Parma, la vita di S. Fantino è ftatalctitta in lingua
     greca d’uno cittadino di T auriano, & hoggi fi titroua ap-
     preso  i monaci di S. Bafilio, imvn libro di carta perga-
     mena, nel monallcrió di S. Bartolomeo, pollo poco loiua-
     no da S Ealcmia,cafale di Sinopoli,del qual’hauemo fat-
     to ricordo poco inanai. £ fiato S» Fantino nel principio
     della fua vita fetuod’un cittadino di Taurìano, al quale
     non per altro feruiua, folo che per gouetnatli il cauallo,
     dopo adornato di nouella gratta, ptefe l’habito monaule
     di S. BafiUo, c tanto faniamente cominciò viucrc ch’in
     breuc tempo fii fette Abbate del monafterio di S-Mcrcu-
     rio, di qnefto S. Fantino fcriuc S. Bartolomeo monaco
     ch'iHuftrató di nouella lucc,quafi vn’altro leremia foura
                      piangendo cominciò
    * rinfelicilfìma città lerttfalemrae ,
     profetare non folo la fenfibile diftruttione, quale douca
     patire Calabria, &  i miferandi aflalti, quali douea ric^
     nere dagli Agarenij màctiandio la vera difiruttione del-
     le virtù, e la dechinatìone quale doueuano fare i monaci
     del fuo ordine alla vita volgare, e caminaua il giorno con
     gl’occhi pieni di lachrìmc, piangendo le Chicle, Mona-
     fteri),e libri,diccndo che doueà venire vn giorno, quan-
     do farebbono piene d'afini,e caualli,& i facri libri dati al
     fuoco. Quando veggeua alcun monaco del fuo monaile-
     r<o, lo piangeua come morto, dicendo, iò figliuolo mio
     t'ho vccifo,e.molte altrccofe fimili diceua. Mentre fiaun
     in quelli dolori il Santo, nOn voleua. magniate, ne sipo-
     ferli fotto il tetro } mà andana per i deferti , c fi pafceua
     d’hcrbe. Per quelle cofe,& altre fimili,fi doleua molto il
     boato Nilo monaco, fuo amicirsirao, del quale ne ragio-
     naremo al quarto libro, che già il detto beato Nilo fiaua
     in vna grotta vicina al monafietio di S. Mercurio , con
     vno altare dedicato à S Michele ArcangioIo,e molte voU
                      pctfuaderlo, che vo-
     te andò appreflb il beato Fantino à
     IcfiTe fare ritorno al monafierio ma lui piangendo rU
                    *,
     Ipondeua , non voglio ritoi'nare o Padre, perche q^eft^
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