Page 268 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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      * ' Trìmus in hacy ChriSìifundator ouìUst cretm
        "Promerui fieri-, tjui tegor hoc lapide.
       Bruno mihi nomen, genitrix Germania, meque
        TranSiulk ad Calabror grata quier nemorie,  '  '• ^
       Daflor eram, prxco ChriSìi, vir notua in orbe,
        De fupcr iìlud erat, gratta, non meritum
      -  '                      ì-
       Camie vincia diet Odobria fexta refoluit.
        Offa manent tumulo, fpiritm aSìra petit .
      Rimafero per gratia del Signore molti miracoli di S Brta
      no, in vita, e doppo morte; de’qualhtroppo lungo fareb*
      be volerne ragionare à pieno; (olo riferirò quello. Nel-
      ia Chiefa di S Sterno picciola dalla fepoltura, dou'egli
      f(t la prima volta repolto,-lcatorì vn ibnte,coiracqua-oel  Fcmfe
      quates’illuminaronoi ciechi, li mondarono! leprolì, d-  fi,neUì$ feftltm,
      ceucrono l’udito i lórdi , e lì rilànanano altre infermità  ta di SJrtnu»
      Ville doppo in quello monallerio Tempre monaci dell’dr
      dine mcdelìmo; mà riferìlce Lorenzo Surio, che doppo
      ia' morte di S. Bruno folàmente ckiqueprìori ofleruaro-
      no la vera integrità del Santo Ihftkmo, iquali degene>-
      randoglifucctllóri-daMoro Beato Padre abbracciarono
      U vita dcll’ordHie'CiAercielé, c cosi perfenerarono infi-
      no al PoAteiìcato di Leone decimo, dal quale fiirono co«
      Aretti d! nouo à riceuere la regola Cartultaha,nella qua
      k viuono al prefente come Irgitimi Agli d’un tanto glo-
      riolo Padre con molta fantità di vita , 8c olTeruanza re-
                               •
      goilre; Lontano dal MonaAerio circa mille, e cinque
      cento pad! li ritroua vna fpelonca tra i monti in vna vai-
                                     '  T y n
      le,ÌD luogo molto Aretto, dotte non può accodarli veru-
      Do, foura la fpelonca A vede vna picciola Chiefa con
      vn’alxare dedicato à S.Bruno: quiui dimorò’l Santo nel
      primo ceropo,che venne in Calabria, Et inlino ad hoggi
      vi li vede vn gran miracolo,cioè,che la terra la quale co-
      priua’lfuo corpo non produce hcrba,e timo’l rimanen-
      te della fpelonca verdeggia . da queAa Ipelonca, quanta
      i vn lanciar di làAó, lontana è la Chiefa di S. Maria fa-
      bricau dal Conte Ruggiero per S Bruno,eper lo B.LaO'
      jùoo Nousaudalw compagno, Nelle campagli» deli
                            Monan
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