Page 272 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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     •Ógni Tantità. poco lontano è f ilogafc .caftelKi ancVelIb
     picciolo adorno di vittuofiflìtnc perfone , tjiitiii le cam-
     pagne fono fcrtiiiflìmc, e VI fi produce l'oglio finidimdij
      Se per li fiioi -con torni c gran commodicà di caccia d’o-
     •gni forte. Nei Tuo rcTrirorioli rittona^n cafalcdetto St«  CtfitU iifU^
     tanacolo proflìino à  i confini di Monttlccmc. Da filo-  fe.
     gafe per dillanza di diece miglia in circa vcrlb’l mare, "fi
     troua vn belliflìmo caftcllo, chiamato'! Pizsb, circonda-  PtKAA^
     to di bellUfimc mura ,Tabncato in Inogo .alto foura va
     Tallo, che fopraita al marej ET fallò d qnafi rutto circon-
     dato dall’onde  l'atia è molto falutifera i perquanto fi
     pii»ò comprendere dalla proporrionedt corpi de gPhiió
                        i
     tnini, e delle donne, c dalla febeità loro nel vioete. Le
     fabriche fono così difpofte IburaT mare^ che dalle fene-
     'ftre gittandofi le nafi'c fi pniò peTcare comftiodamentfc
     con gran piacere di chi fè ne diletta. Stimano alconi’l
     l*Ì2zo cfTcreanticcselannamenrc cllcre (lato detto Na-
     pitium,onde poi forti’l vocabolo tutto quello golfo di
     ^tnarc, chiamandoli golfo Napetino; mà colloro guidati
     dalla fouerchia alFcttione non fi curano di falfincare i
     Icfti, e non pongono mente, che quello mare  fi chiama
     da  i Latini golfo Nepctino,c non Naperino; e che viene
     dcrìuato non da Napitio, mà daH’antica Nepetia, hoggi  -ui
     dettaT’Amantea, come dimoHrarcmo nel quarto libro t
     però  fi deuetenerc per chiaro, cheT Pizzo fia moderna-
     ménte edificato non pitiche da trecento anni in quà^
     lolo per impedire la dimora, chefideBano farei cortàfi
     con molto loro commodo nella Seggiuola riponendoui
     !e prede; Di qncfta Siginola,ragionando vn Padre del-
     l’ordine di S. Francelro de Paola , aifermana, ch^in elTa
     (blcua leggere Cicerone . mà credo ch’egli ciò dicelfc
     perche non haarlTe vedute le non le Coperte dcll’Hifto-  .,'W.
     tic àntiche,ouero l’ingannò con quelle parole’l Bartio^  •**'**"i
     ilqnalimpTob.indo l’opinione del volgo, non dice che
     Cicerone habbia chiamaro quello luogo Sedccola in  .1
     vnaJcttcra ad Attico, ma che per Sedccola intendeu*
     egli la dottrina d’Arifiotilc, nella quale, come apunto
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