Page 345 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
P. 345
.L I B R O
Tf0g$s tìó. 'D«lla dottciiia dy Putagora nc ragioaa alquanto Tro
Doitrme a P/fy o nel vcntelìau} libro, douc dice, che doppo la milcxa-
tni«r0.
file rouioa,Jaquale patirono i Crocoacn dalli Locrelì*
Della guerra fatta apprclTo’! Bume Sagra: tanto hebberp
in odio l’armi confiderando la granale infelicità,che.gra>^
uenne, chq.come prima ad altro non attendeuano lolo,,
ch’ali’clTcrcìcio di diuerfe virtù, & al trattare deU'arnii {
ialciando pofeia l'armi da parte, e’I vero honore delle vie
'
jtù, n diedero dall’intuttoalla liilTuria, alli paflatempi, «
giuochi volgari : fe non che Pittagora accortoli di tanta
j(ila(Iàtione colla Tua autorità cominciò deaiare gl’ho^
«nini,e le donne dalli viti}. Se. inditr-re coloro alla oiolti-
•tpdine delle virtù ; lodando apprcllb tutti con graodi0i^
ma eloquenza la nobilillìma grandezza delle virtù, e vK
tupcrando rinfclicità, e vergogne de gl’errori,^ò( inpaiw
ticolare della luiruria-,laquar egli diceiu elTcre pelle nelr
la città, per la quale bene rpclTo le città. Se. altre habita>
jiioni del mondo fogliono andare ia rouiaai.C tanto hà,
iàputo petruaderci Crotonclì,che ritornarpoAairelTerfv
cùio delle virtù, cd’allhora in oltre abbandonarono cor
Jorp,ogni vitÌQ,per quanto è dato à loro ponibile. Irtf;^
gnaua Pittagora particolari dottrine alle donne e partK ~
xolari alli gioiunetti perch'aUe donne infegnauatcome
douelTero confcruare la pudicitiavCl’hpnaftàiLe come
^cr obligo deuono Tempre ylàre carezze a’ loro mariti,
^t alligiouanettlinTegnaua la modeùia della vita, e Tor
jnorc nello Audio delle lettere:, inlègnapa roedcTLmamen
.cealle donne donere laTciare le veAe inaurate,ÒC altri of
ipameati belli>con.iquaii per lorodignitàs*ornauano,di«
^endo, che cotali vedi erano iftrumenti dì lulTuria} mà.
chcdouclTero portarle nel Tempio di Giunone, Se itti
^onfecxarle alla Dea: percbc’lpui bello ornamento, del*
^ dpnna (diceua egli) è l’honcilà, eia pudiciiia. Molte
altee cofe nìorali inTegnaua Pittagora, che Laertio dice
iuipirerc (ia(o’lpximo,ch’inTegnò le coTe degramici dor
Iter edere communi} impcrochc l’amkitia fa,che tutte If-
eplìrlìaqo vguali. Vpicua anchoc3,chelc facoltà dei fucù
-.•j , diTcc>

