Page 340 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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T E K       Z   O.     lyi
           . fatti tutti con aìte^ e congMitto^
            Chi foffe qucU con grande iflantk chieJr*
            Che tanto nel fondarla hebbe artifitio^
            Si moffe vno il più vecchio, el meglio infiruttòf
            £ così fì fapere à 2^uma il tutto .
             alcune dottrine di Tittagora, e della fua morite •
                      Cap.  yt-
         P    Erche* te dottrine di Pittagora non fi ritroaano
              tutte raccolte in particolari volutnH c fiato ne-
              cefiario apprefib dinerfi autori andare racco-
               gliendo alcuni piccioli frammenti così dinerfi,
         come fono lifeiiti da gl'altri fcrrttori, benché le piu rac-
         colte fono quelle di Siohco/lquale qnafi in ogni fermo-  Stoici
         ne fi sforza addurre qualche tefio della dottrina di Pir-
         tacora, però s’alcuno vorrà più abondantemenre vede-
                                  potrà fodisfare al
         ‘le le dottrine di quefto gran Filofofo ,
         quanto ringegno (ho apprefib le fctimire del preallega-
         to autore. RiFcrlfcc pure Laertio hauere fcritro Pìttago-  JUterti»,
         ra in particolare tre libri, vno intitolato de Infiitutione,  libri de Vittafb-
         il fecondò de Ciuilitate, il terzo de Natura . Giouanni  Téi»
         'Tzetza nel cinqitantefimo quinto epigramma dice, che  CÌo.TzjttKj*»
         Pittagora hà fatto molti Ubri de Pronofikhi,eioò, Indo-
         uinaiionì Naturali.
                        ^       ^    »
           O              ievH(rce§Xo^ (rceiitov ,
           Qp ftoViJp 7T§oiyiyo(rKi x«A<wf ocvros ree Trcevrety
               yt' ^         T« lii^ot/Tce^ ^Ji'fi)<rxc3rp>
         *         ’S'Ots
           PpoyyostKCC KCc'JiPm'4'^ (Pioapo^cc  *
           "Pythagoras autem filius Mnefarchi Samij ,  *  ^
           'ì^n folum prjEcognouit pulchroipfe omnia,  ^
         '
           Sed  volcntibus futura eognefe^e,
           Prxcognìtionum reliquie varios libros .
          Gioè,Pittagora figliuolo di Mncfirco Samio, non fob-
         '  mente ben pronofticb tutte le cofe, ma lafciòancò vanj
          libri di Pronoftichi, à chi volefie indouinare le cofe d.a
          vrnirc.. Plinio nel terzo decimo libro dice, che dentro la  PlÌMtém
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