Page 347 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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qaet che (kpet deucyè huomo trai brutiinar colai cbe
aà ciò che (àper puote , è vn Dio tra gl'hiioinini . So^
leua Pictagora in tutti gii dolori dello ftomaco reruic(i
d’un antidoto da lui ftcHo rittouato , per quanto crede-.
mo aiii detti di Nicolo medico AlellàndrinOye cotal tne-
4teAic.*menH di. dicamcnto era da luiinlcgnato Iccretamcpte à gli più:
cari amici > col quale alle predette ia&ruiità faccua opi^
mirabile nel guarire.
K^cipe Iridos drac. & G:rup..2^
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Gcntianae diac
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Cingiberi&drac 4- & med,
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Mclanopiperis drac.4,. .1
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Mcllis qiioil Tuflicit .C7 .•
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fiantlècundum artem,dentur in inodum nucis ffbtien».
tibus cimi tepida^ Deiraltie dottiine di Pittagora, per-,
ch’in diucriì propoiiti fono quelle portate dagrantiche
fcriitoritnon giudico neccilàrio-quiui fare particolare ri-..
cor.do;bada che da quelle Ibutanominate poirù conlìde-<
tare ogivuno^quanta fia Hata rauia,.e picna^d^ profonda,
conlldcratione la dottrina d’un tanto^illuHre Filolofp..
Lmhì». - Deila. morte di Pittagoraneragiona.Laertio, ilquale di-
Mtru di Pittiti
ce, ch'eirendo eruttato Pjttagota in cala.di Milone fuoi
X»r<r.
amicUlìmo con alcuni fuoi compagni difcepoli, vn certo-,
huomo voleua con clTo lorbentrarc,alquale non pcrmi-
fp Pictagota ch’entrafl'c:, per luche mollo à fdegno colui,
per inuidia'dicdc fuoco-alla cafa,e bruciò tutti:.bcn ch'at
tti. dicono,che doppu l’incendio delia pfedctta ca(à,pcc-,
^beda q.uello pericolo è Hato Pittagora libcratosper ma-,
no dei luoi dilcrpoli fuggito da Ciotone per timore (fi;
Qon eilere dall’incendiario vccilb, andò in Taranto, Sc.
nafcoHoli dentro ai Tempio delle Mufe,limort di i&me,.
Pcrch'Kcbbe Pittagora diuerlì difeepoii, nialchi, e feini-
nc,liquali furono tutti fapirntiilìmi,c degnidi memoria,,
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di loro tagionaremo apprclTb ; ma prima faremo ricurdo>
(lei lìgh malchi,& altri dilcrpoU,c doppo dcllà moglie»,
e fighe, de altre dilccpole donne.
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