Page 341 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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marmorea cafTa di Numa Pompilio d ritrouarono (ette
AmtU» libri leggali} Ma Amia dice, che (urono dodici libri fctitti
in lingua latina, e dodici altri feticci in lingua greca inti-
tolati de Difciplina Sapicntiz, nei quali alerò non (ì ve-
deua,che quella mirabile,& alca fìlofoHafcritcaje lalcia-
ta in buono ricordo di Piteagora; ma furono doppo quel-
Litri di Pitui$ li meddìmi libri bruciati da Qmnto Pccilio Pretore, co-
r* hrttcciAÙ^
me di ciò ne rende anchora apercillimo tellimonio Va-
Videri» Mdspm lerio Madlmo nel primo libro al titolo de«Seruata Reli-
m».
gione: doue dice,che nel campo di Lutip Pccilio fi ritro-
uarono due cade di pietra, nell’una delle quali llaua fe-
polco'l corpo di Numa Pompilio, e nell’alcra (lauano con
i'eruaci fette libri latini intitolaci de Iure Poncificum, e
‘fette altri libri greci intitolati de Difciplina Sapicncix,
ma furono i libri latini con molta diligenza confcruaii,
5c i libri greci, perche diftruggcuano la religione forfè
della roolricudinc dclli Dij Pccilio Pretore coiraacorità
del Senato Romano ha fatto brnciarc in quello medefi-
mo fuoco,nel quale fi bruciauauo i facrifui}, e conclude
Valerio la predetta hiftoriacon quelle parole. 7\(o.WM,tc
'cw/ot prifei viri qiiicqnafn in hzc ciniute afleruari , quo aninii
hominum i Deorumcultu auocarentur. per le quali parole di
Valerio io nfimagino, ch’in quelli libri infegnaua Pitta-
gora, ch’era cofa falla, e degna di rìprenfione Tadorare
molti Di; nella natura, polcia ch’un folo, c vero Dio
•adorar fidene. Ma perle molte guerre, per rantichica
dd tempo, e per la pocacnrioficà degt’huomini e quelK
fette libri fono perfi,e quali dillrattc ritttc le dottrine di
Piteagora, nondimeno per fodisfare alla curioficì delle
pcrfonc,e per riceuere qualche buono ammacllramcnto,
«frutto, addurrò alcune, lequali apprclTo diuerfi autori
C$flitii$» iMfc- fi trouanodifperfc.Collantino Lafcari fcriuc alcuni verfi
di Piteagora, chiamaci verfi aurei feri tei in lingua greca,
ma dalfillclTu Collancino rrasferiri in lingua lacina,neili
quali colta la fàifii adoiacionedc diuetfi Di) dona Picta-
gora molti buoni ammacllramenci degni d’ell'ere confi-
dcraciactcnutucnce,'! tenore de quali « quello

