Page 352 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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      ’Wéltofpb, e ncH’altre parti , ch’ha ae fimili à grahri huò
      nini s del l’iftcfTa materia nato da eccellentiintno, ^ otti
      Ino artefice prodotto  , ch’eflcndo architetto di tutte It
      eofe nella creatione,e fabnca dello Rè hnlta fe (leliò.Pe^
      «he lo Rè è vna certa opra eccèllente,& vnica. Se imagi
      te Tempre famigliare di queiralrìfiìmO Rè, ch'è fiato Tuo
      Cicatorc.-e da Tttddni nel regno è rigùardatJoqnati Vno
      fpiendentelamt} pèrche la dignità Regale -è cfiamina<*
      t». Se approuata , non altrimenti che s'‘approua l’aquila
      prendpeira de gl’uccelli cogl’occhi  fiffi vet^M Sole: U
      medefima ragionccamina anchora nelle cofedèl Regno»
      perche colui» che perla tnaefià Regale è dhiino, colla
      iua chiarezza offulca gl’occhi degl’alrri; egl’occhidet
      Reggi legitimamente allonti nella grandezza Regale (b«
      no Tempre chiari , come per elperienza Tì vede dal Tuo co
      erario  ; ch'inioltiiplendori della dignità' Regale hanno
      cagionato vertìgine à gl’occhi di coloro, chenoo merita*
      rono hanerla  , Se aTcdero all’altezza ihfolita ,aiia qualè
      non crarro degni d’arTcertdère. Mà à coloro (òlamenie fii
      bene’l Regno , alli quali cfònuìenctal altezza per la fimi
      Ittudine dclla loro nobile natura. e Te gli conuiened’-ogni
      coTa (cmirll per proprio corhmodo, de vfo .  Il Regno
      dunque è vna orna nnceta » incorrotta, è per la Tua eccel
      lenza diuìnifiìma, alla qual’è molto difficile potere ogn^
      huomo aTcendere. Mà è neceffario à chi tìccue’l Regno
      elTcre piirifiìmo , c nella Tua natura illufiridìmo  } acciò
     ' non oTcurafl'e colie Tue macchie» quei ch’in fe fieffo tiè
      ne di chiaro, lucido» e Tplendente come hanno fatto
                       *,
      molti» lìquali colle loro opere difbnorate, e virupcroTejJ
      hanno macchiato molti Tantifiìmi luoghi. Se hanno fatto
      nbomineuoli  , quanti cón c(!o loro s’incontrarono hab*
      bia dunque lo Rè vna natura non macchiata,"e conoTca
      (guanto fia pii\ ditiino d-rgl’altrì,& habbia notitia di lutrè
      le cofe, acciò che conuenientemenrc,  di quelle» nelle
      quali è ammaefiraro, pofia Tcruìrfi à propria vtìlità  Se
      anco ad vtilità de  i Todditik Certo è chegi’altii huumitlf
      fttuttfilrDamcnic  fi purgano da  i loco viti) , fcdiuengonO
        -  !
                        V .y  fi nuli
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