Page 380 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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        (cUrece andare cosi fenza Dètnoctdc,à qual città d’Italia
        portaremo la guerra più prima, ch*a queAai con queAe
                                                 '
        parole non folo non perfualero li Croronefi di voler con
                                              ’
       " cederli Democide,roa furono anco priuidetla naue carca
        di ricchezze, Se in quello modo allretti li Perfi ritorna-
        lono in Alla fenza poter vedere grahripaefi della Gre-
                                              '
        ciai alliquali dilTe Democide,chc riferHTeroallo Rè Da-
        rio, elTcrlì egli fpofato colla figliuola di Milone Croto-
        nc{ci imperò ch’in quel tempo era molto celcbre’l nome
        di Milone lottatore apprelTo lo Rè Dario, e Milone era
        .vno dei più nobili Crotonefi. Talché per dimoA rare
        Democidc allo Rè Dario,ch’egli nella Aia patria era de*
        nobili, gli mandò quella ambafeiata : nondimeno egli lì
        fposò colla figliuola di Milone per hauere pagato vna
        buona quantità di moneta. Quello è quanto occorre in-  >
        torno alla vita, 6c atti di Democide raccolti da Erodoto
        nel preallegato libro.
        ni tre famofijjimi Guerrleriye lottatori Crotonefi y €ÌoèyMitont%
           UonimOy & Egoncj,   Cap,  XII li»
                                                   I
             Erche nel precedente capitolo habbiamo latto
        P     ricordo del celebre nome di Milone , è cola ra-
              gioneuole, che di lui facciamo alcuno partico-
              lare ragionamento,e raccontare tra li molti fuoi
        atti,quclli pochi, liquali in  fi picciolo numero fi veggo-
        no difpcrfi apprefib diùerfi antichi fcrittori. £ (lato Mi-
       . Ione figliuolo di Diotima Crotonefe Filofofo nelfuotem
        po molio.iUii(lre,per la Tua nobile dottrina tanto hono-  Crotonef§,
        rato da Platone (ben ch’egli fiorì doppo lui) che fi co|n-
        piacqne collocarla per vno de grinteilocutori nel dialo-
        go del conuiuio,doue moltodottamcnte parla intorno la  •
         eneratione dell’amore. Della dottrina di Diotima parla
        f larfilio pici no in Platone,c Platone (ledo in diucrli luo  M^r/Ilh*
        ghì. Nacque Milone figliuolo di Diotima nella città Cro  Mìlont Cr«t*n§
        ione, per quanto credemo alli detti di lamblico nel libro  /è toiMertoUm»
          (cóla PytliagorcOtfU.m,^ e nella Filofofia c (lato difee-  V^rncéttftUfofi
                                       polo
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