Page 377 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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<}oni !n vaH d’oro ponendo le monete, in tjinto che
tone feroo ne'diuenne ricco raccogliendo IbUmcte qtlet
la,che cadeqa, e cale hiftoria è feritea da Erodoto
(la è Hata ;la,prìma partita, laqual’ hà fatto pemqcide
dalla fila pat^rf^ Crotpne , e qucftà la prima amicitia^
ch’hcbbecof» Policratc-Rc diSamo, c Patio Redi Pfer^
(ìa, per quaiUQ riferifce'Hcrodoto, che per compimento -
deirhiftorudfeejch’cflfendo’l padre di Democidc in Cro
tone troppo iracondo, non potendo Dcmocide fofferire
rafprczzc di qùcUoii ^.ufij|daUa ca(à,/ì ch’abbandonane- '
do’l padrCiandhxÌ!n?Egina, douc hauendo dupòrato per
hpatio d’imo anno,aua,nzc) ncirarte d^ixnipdicipa tùt|i'_
gli primi me^dicldiqqel paefe: quahtiinque non folfeaVv,
dato apparecchiato, nq pure portato feco (^rpmenti per-
tinenti airarte del medicare per ia qual cola grEgineh.
nell’anno fcgucntc li donarono p^r paga va tajepto d’o-
ro, e nel fcgucnteannojchc fiV’l terzo, grArcniefi lo |ja-
garono con ^oento mine d’prOjC nel quarto anno Policta-.
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te lo pagò con doi taJc.ntLd*oro,c quindi pactìto^pdò in,
. Samo nel /erUitio,diPo)icrate,'daIqua^*haucua riccuiito.
la moneta. Ma da Pemocide non picciola £ima*.e (pjen-
dorc riceueronoi Crotqncri j imperò ch’in quel tempo, i
primi medici di tutta la G.rccia erano iHimati li Crpto*^
ncfi,& i fecondigli Cirenei Ma per ritornare all’ordine
dell’interrotta hiHoria ; dpppo che fii guarito lo Re Dj--
rjo, come dianzi s’è diC^to , llando Dempcide nella gran
città 5ufa,poiredcua;,vn grandillìpQ palaggio, e quando.
Io Rè magnaua, egli fedeua feco , & cra.vnp dei prhpi,
dello Rè,òc abbondaua d’ogni bene dehderabìlejccccito.
quella fola coniblationegli n)*ancaua,che non potCua ri-
.lomarc lìclJa magna Grecia Iqa patria;: è (lato anchora.
> tanicfi^arcxa'Uo Rè;ch’haupndo condannato à mprcc cut-
«ti li medifei d'Egitto, liqnali llauanodn c.afacfui^, per ca-
gibne che nell’arte della» medicina s-crano lafciati vince-,
re da vq grcco,cgU liprténe perdonp,^ liberò, dalla mot-^
te Hà liberato nnfhora dalia morte vn certo huonio dèe,
' co Vaticino, ch’clTendo (lato in compagnia di PpljcraiC;
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inoli <, n J ‘ dòppQ,
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