Page 381 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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             polo di Pittagora,ma nella fortezza non haaeua pare: di
      rÌMdM9.  coltui parlando Pindaro nella decima Ode racconta al-
             cune delicate fortezze, lequali più diffufamenre, e con
      Aulttàtmn.  più aperte parole racconta Ariftodemo,cioè,cheMilone
                                        '
             tenendo vn melo granato dentro la Tua roano con tantn
          di Mi  fortezza,e delicatezza quelló lirìngeua,chc nè altri glie-
      Urne CrtttMtfi,  lo poieua torrc,nc pur egli flringendo quello fracaHiuz:
             anchota legandoli vnacorda nella fronte in modo di co-
             rona (Iringcua  i labbri raccogliendo’! fiato in fe flelfo, e
             tanto faccua gonfiare le vene di fangue.xhe per la goiv-
             iìezza delle vene rompeua la corda'! altre volte appog-
             giaua’l braccio dalla fpalla irifino al gomito nel luo lato»
             .doppo ftendeua’I trmanente mezzobraccio, ic aprendo
             la mano -ftendeuafì fortemente le dita, che per qual lì vo
              ;lia fortezza ninno poteua piegarli almeno'l dito picciu-
             fo. Plinio nel fettimo libro ragionaimo delle fortezze di
             Milone dice, che fermandoli quello Ibura vn piede niu-
             no per qual li voglia fortezza poteua indi rimouerlo, SC
             oltre la fortezza, clic foleua moùrare nel melo granato,
             in due giorni corfe da Atene ìii Lacedemona per ifpatio
             di mille, c ducrmo quaranta ùadij  . Crotoniatam Milonan
             atbletam, cum flctilfet, nemo vefti^io educebat^ malnm unenti
             nemo fUgitum coriigebat^cucwrrijje millia ducenta quadragmtd  .
             iiadia ab ^thenU Lacedemonem biduo. ancurifcnlcc rittcl-
             lo, chenclli giuochi Olimpici dentro lo lleccato, colla
             mano delira dono vn pugno ad vn toro di rre anni,
             quello vccifc, doppo haucndofclo alzato sù le fpallc;»
             quello portò pcrirpaiio d’uno lladio, & in vn giorno lo
      Prtucrhi» diMi  mangiò tutto, per lo che nacque vn Prouerbio. Miìobo^
      Uh*.
             uem in faucibits portai, le parole dell’autore fono in que-
             fta forma.  Crotoniata tautum quatrimum in Olympico
             urtamne lélunudd dexterjtocciditt (^bumeris fujinlcnSytìadif
             fpatio pfirtanitAUwque eodem die confuìnpfttyVndé pjrfmia ot^
             ta eiìyboHein in jùuubus portat. di quello fatto uè dona an-
      Etne*.  chora certezza Borieo,cosi cantando.
               Talù erat ASilo, qui inter certamina Olympia
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               Q^trimnm è ima /ub^ulit boum ,
                                    Sitpra
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