Page 378 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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       ^'óppo  inerte di lui era rithallu cauiub}!; e 6QRli^ie9«e
       era Dcmocidc in gr!iridilfiulaiftjn»atione'apprt/jpjp.J<^
       Darlo. Doppo non molto tempo corfcichlcillepdpiAta^
       figliuola di Ciro, e moglie 'dello Re Dario tuuaglia(a
       ^j>er vnii ptAgi atcadutalc nella mammella', laquale meq*
       tre fò picciola; lei per vergogna afeondeua. Se àniqnp
       faceua palefc'l malct ma quando doppo coininaò>(^ptii^
       molto male,e (ì doleua grauemente, chiamò Dotnpcv^iP,
       cui dimoflrò'l luogo del dol'ore; giurò Dcmocidc di vo-
       ler guarire la ‘piaga, talhor che lei gli prom ette (Teiauo-
       rirlo apprelTo lo Rò, e gli diroandaiie «voa coTa, laquale
       non farebbe à lei vergogna j di fubito  li pcomiiA AtpdTe
       ogni cofa, alfine eflendo guatata la piaga, DemocideiA-
       "fegnò'Atùire,che qtiandollaaa nel letto collo Rc,gUdi
       '"mandàffe,- che fi contentafle di mandare Dcmocidc nel-
       la Grecia per dimoftrarc alli Signori ili Ì*crfia tutrc le
       cofe grh'hdi di quel pae(et‘Darlu£ittache fu la matina,
       chiamò quindici dei piu nolbtli Ai Perfu , alli quali co-
       'mandòl ch'andalfero in comp'agnia di Dcmocidc, e che
       Vcdeflero piti gli luòghi maritimi della Grecia.; iliache
       ftadcro molcò bene accorti, acciò Dcmocidc non fuggif-
       fc dalle mani lóro!; -B che quanto piti prima era poilibtle,
       fi liduceircto infìcme con quello à cada. Doppoch’egli-
       no accettarono’! precetto dello Rè Dario,chiamò lo Rè
       Dcmocidc,& inftantemcntc lo pregò, ch’haucndo dimo-
       Afatoalli Perii gli paefi delia Grecia pccvita Tua facelfe
       di fubito ritorno, c comandò che tutti li. vali d’argento,
       e d’oro, liqtiali egli haueua in car3,folTcro dati à Demo-
       cidc,acciÒ portalfc’l dono à Tuo padre, & à fitoi fratelli,
       afFermando, che maggiori donigli riferbaua fatto ch’ha-
       ucife ritorno, & anco fotira quelli donigli mandarà vna
       oauecarca d’ogni bene. Donaua quede cofe à Dcmoci-
       dc lo Rè Dario fenza inganno alcuno; nondimeno Dc-
       nìbcidc temendo che lo Rè Dario non lo prendeire pct
       camino carco di tante ricchezze come fuggitiuo.c doppo
      'io tCncirc ferro nome di fchiauo, e non di libero mcdipr
       rifpofc.chc tutte quellccofc volentieri prenderebbe; ma
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