Page 407 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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,        .  .  ,
                    1  J B R D
             f
             Qmndi non molto lontano occorrevo caftcllo chiamato
             Ca(òbuono fcendendopure alla vìa del Mare ; ma dall*-
             iftelTomare IVà diftanie qiiafi per ifpatio di fette miglia •
             In quede campagne fi caua dalla terra'! gifTo ; fi ritroua
             *1 follo, e l’alabaftrite', è abbondante , e dclìtiolò tutto-'!
             territorio;& in vn cafale detto Cinga fi ritrouano alcuni
      Ttmti  fonti, liquali Icatorifcono acqna falla .|Da quello Cade!
     'fid/km CimiM.
             io per didanza forfè di quattro miglia occorre vn'altro
             Cadello antichilTìmo chiamato Melilla ; del quale parla
             Ouidio nelle Metamorfofi
               Thurìnosqifmus , L^elifenq} & lapygis arua  »
             & hebbe origine { perquanto raccoglie*! Barrio forlc do
             Rafaello reggio, éc altri ifpofitori d’Ouidio ) da Melillb
             Ré di Creta» In quelle campagne fi fi abbondantillìmo
             grano,e lefama, eoambaggio; li ritrouano li Iuniperi,&
             in alcuni luoghi l'acque fanno di follò. Doppo Iccnden
        j*.
             do al. Mare quali per dillanza da quello di ere miglia in-
             contra vna Città antica, laqual'c lede Vefcouale per no-
      t/mpdi.
             me^iamata Strongìolilàbricata in luogo alto circonda-
             ta da profondi precipiti), la cui prima fondatione è data
             da gl'Enotrij, mà doppo è data molto magnificata da Fi-
             lottete, in honore del qual’c dato edificato vn Tempio
      Temfi» Ji Filrt
      tefe m Stringi»- & iui ridelTo Filottete adorato per Dio della Città , la-
             qual’inquel tempo fi chiamaua con altro nome, cioè,Ma
      li.
      l4t»fr»mt.  calla  , per quanto credemo alli detti di Licofrone nella
             CalTandra, doue in quedo modo canta .
               E’i' J^'cev  <rtK^v lyxaeot
               Vsrtf TcttpCùtf  cctecuM  tftòp
               J\.ot€càa-t xvtf^cevovcrt , Hsà dvo’&AoiS AeSy «
               Et herum in Macalla templum habìtatares magnum
               Super fepuUhrum adifìcantes grauem Deum
               Lioationibus honorabunt, & facrifitijf bouum
            Se Ifacio Tzetza ifponendo quede parole dice, che Ma-
      Jfici» TKttK/t.
            calla è Città d'Italia, doue da ’l fcpolcro  , ei tempio di
            Filottete edificato de gl'habitatori & à lui dedicato,alqua
            le olferifcoiK)  làcrifitij di boui , come fe fodc Dio im-
            mortale: Le parole d’ifacio fono quede.  n*»-
                                    Ets
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