Page 44 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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       rAfte di CaIa.  rum fines funt,& lapygum tema promontoria , deinde Laciniu
       ir/A dettA SaIch  Junonis templum  . Fù chiamato anchora riddTo pacfe Sa
       t/AA.  lencino ouero dal fiume Neccu quale produce il Tale, co-
       OAidi» //. Mem
       tAmtr.  me fcriue Ouidio, nclquintodecimo dclli Metamorfofi .
                Traterit & Sybarim , Saleniinumque 2^xthum .
              onero come riferifee Varrone  , nel terzo libro de rebus
       VAmne Uh. 3,
       Origine delU gè
              humanis, dotte dice che la gente Salentina hebbe origi-
       tt S-tlenttUA-
              ne da tre paefi, cioè, da Creta, d'illiria (hoggi detta Sca
              uonìa) e d’Italia  \ e quefte nationi fi congregarono infie>
              me, per cagione ch’Idomeneo Re di Creta,doppo che ri
              tornò con le bande di Tuoi Ibldati greci, dalle battaglie di
              Troia  ; per vna feditione nata in Creta, è (lato difcac-
              ciato dalla fila Città} perilche accefo di sdegno,deliber6
              far vendetta delliCretefi fiioi robelli, etrasferitofi à Cli-
              nico Rè dì Scauonia, hebbe da colui grandifiìma molti-
              tudine di fol dati  . Si congionfe medefimamente in amt-
              citiacon  1 Locrefi, quali habitauano in quelle partì d’Ita
              lia,delle quali più à lungo fi ragionata nel fecondo libro,
              da  i quali ottcnè il medefimo  : fiche raunate quelle tre
              nationi furono menati d’Idotneneo in Creta , con  i quali
              disfece la robbella fila Città . Ritornando doppo con i
              vittoriofi fuoi foldati, volle habitare à quelle parti d’Ita
              lia, e nel Mare della foura nominata lapìgia (prima che
              dalle naui IcendelTero à terra) giurarono infieme tutti
                                        ,
              di viuere fra di loro infieme con perpetua pace, e fatto il
              giuramento fcefero à terra} doue Idomeneofabricò mol-
              ti Callelli, vnodè quali lù chiamato Vrìa,più oltre del-
              la japigiaverfol’ Olirò, el'altro Indetto CaAello di Mi
              nerua, de quali ragionaremo nel feguente libro: de ifol-
              daii furono diuifi i duodeci popoli,quali edificarono rool
              te Città, cominciando dal conuicino di Locri per tutto il
              paefe lapigìo. delle quali Città s’è perfoil nome, e ne ri-
              mane Iblamente la memoria, per  i velligìj deirantiche
              mura, quali per tutte le maremme della parte Orienta-
              le di Calabria hoggidì fi veggono. EqueÀi popoli furo
              no chiamati Salcntini. perche làura l’acque falfe del ma-
                                  'La
              te fecero giuramento d’hauyrc £ra^ ^ro perpetua pacc«
               .   i  .
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