Page 484 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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CLV ART O.      t4ì
      gli fcrioc.  qiiem accipient de futs poflerii mnùum iSi
      reterei ^frìcani^ Maximi t TauliyScipioneif quid de fua patria
      audient, quam fpolijs trinmphUq} decotaruru . an effe quendain
      annoi viginti quatuor natum , chìhs auHS fuerit argentario »  **
                                  •V.'
      afltpulaior pater , vterqae vero praearium ftcerit quefiurru ;
      fed -alter vf 'que ad feneéiutem , vt non negartt , alter à pueri-
      tia , vt non poffet non confiteri -,eum agere  , rapere I{empu-
      blicam cui nuUa vino , nulla bello fubada & ad imperium
      adiunHa prouintia , rutila dignitas maiorum concUiaffet optm
                                   vVv jwin- Ab
      potentium f fed forma per dedeco pecuniam ^ & nomen fce-
      leratum impudUitia dediffet. Nelle quali parole fé bene
      Cicerone riprende  , 6c auuilifce Cefare ; nondimeno
      non toglie  1 bonore à Calabria , d'onde l’iftelTo Cefa-
      re portò l’origine : anzi in quedo 11/corge la Tua molta
      virtù) ch’hauendo eglil’auo argentiero, & e0endo^att>
      ’] padre in Roma aftipolatore,e tanto egregiamente fi poc
      tò neirvlfitio,che meritò edere fatto Senatore Romano,  r «V
                                     • —V
      e prefeper il'pofa la carnale forella di Cefare Augudo,
      dalla quale nacque doppo Ottauio Cefare , che doppo
      la morte del Zio meritò hauere la corona deU’lmpetio ^
      ’l che non harebbe confeguito fenza virtù : Si feopre la
      malitia di Cicerone, ch’ingiudamente colui riprende, e
      chiama huomo di ninna virtù  ; e fegl’antichi Romani
      mai concedeuano cofa d’eterna memoria ad huomo alca
                                    < -V A
      no' lenza qualche particolare virtù  , ch’in colui fi fofie
       conofeiuta; come può edere, ch’appredo ’l popolo Ro-
      mano fenza virtù Celare bauelTe confeguito la corona
                                    a  \  a A»)
       deirimperio} màio giudico, ch’cifendo quali vniuerfale
       codume fempré à nemici dir male, mentre Cicerone da-
       ua in nimicitiacon Cefare , qual bene gli poteua dite )
       lerò non è da concedere compito credito alle fueparo-
       {e  . Qiiedo donque à me folamente ballerà dire che lo
       molti illudii huoinini honorarono colle molte loro virtù
       ia prouintia nodra, Cefare l’honotò colla corona dell’-
       Imperio . Fiorirono anchora nella città T urio molti illa
                                  Endtltit hìfitri
       dri huomini , vno de’ quali è dato Erodottio hidorico
                                  eoTmrtn»,€fd»
       B^fuo tempo cclebiaUlIìmo»c filofofo doctillìmo,del qua
       ^                          /»/«l
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