Page 489 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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             le giouenili afFeuioni, e faranno ridotte alla medioetità
             le cofe eftremamcntc allegre» & eftreinamcnte molefte
             Doppo fé le ricchezze, e rendite delfagricoltura faranno
             mediocremente buone,ftiali al gitidiiio dcgrhuomini là-
             ui), perdati] à padroni le rimunerationi abbondanti, &
             àchi faià’lfuo vlfitio,come  lì conutene.li debiti fegli pa-
             ghino giuHamence. Inoltre la virtù da tre caufe u pro-
             mone,cioè, dal timore, dalla cupidità, e dalla vergogna:
             La legge può inferire ti more,vergogna, e confuetudine;
             imperò ch’à coloro,chefono Ibliti vlàre buoni collumi,è
             dishonore vfarc in elio loro, qualche cofa turpe, la dot-
             trina partorifce‘1 dclìderio, c come caulà alletta ranimo,
             & à fé lo tira; c tanto pivi quando farà congiunta con po-
             tente elfortatione. Aggiongo,ch'iconuenti tanto militari
             quanto ciuili à tre giouinctti lì debbono raccomandare :
             di modo tale,ch*anco con elio loro habbino i vecchi ac-
             coppiati; imperò ch’alle volte Ibgliono  i giouenetti ha-
             uere di bifognodi moderatione,e corrcttione, &  i vecchi
             fogliono hauere di bitbgno di beneuolenza, e di conuer-
             fatione gioconda.  Si deue anchora conlìderare in qual
             modo le confuetiidini lì putrebbono corrompere, e con-
             feruarc: c dicoch’in dui modi accader fuole la corrottio-
             ne alla confuetudine: perch’alle volte accade ò per noi,
             ò per li fbrallieri : per noi accade, ò perche fuggiamo le
             cofe molelie, ò perche troppo auidamentefegnitiamo le
             cofe gioconde;imperò checoloro,iquaIifchiuanole cofe
             molelie, non Ibpportano le fatiche, e la cupidità dei pia-
             ceri efpclTc volte caufa,che lì lafcino perdere le cofe buo
             ne. Mà per le fatiche gl’huomini Ibgliono riceuere molte
             cofe buone, e per lo liudio,& attentione dei piaceri rice-
             uono molte cofe male ; perloche fatti gl’huomini incon-
             tinenti, e molli, e ncgl’animi lì fanno più etfeminati, e
             nelle loro anioni diuengono molto prodighi. Anchora fi
             rompono le confuetndini daforaliieri, quando con ella
             noi habita vn popolo llraniero,ch’abbonda nelle ricchex
             ze, e nelle felicità; ouero  i conuicini della città Ibno de-
             licatetti,c Yoluituolì,ecoll’infettioni de’ loro mali colio-
                            "    “     "
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