Page 479 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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                  lóro, coH nc anco eglino erano per patire co(k alcuna di
                  cactiua, Tempre che con  i mcdeHmi haueiTcro fetto ami-
        Imìt,
                  citia • MàT. Liuio nel quinto libro de Bello Punico ^
                  non attribuifee quello rendimento di loro Hedl» ch’han*
                  no fatto i T urini à malitia  , e difetto dell! llelfì T urini \
                  mà più tollo à malitia de Romani, contro liquali (laua<*
                  no gli Turini giuHamente adirati, per hauerquelli poco
                  tempo inanzi vccilì li loro ollaggi , che già le parole di
                  Liuio fono apertidlme*, Tburimad ^nnibalem defec€runt$
                  mouit autem eos non tantum Taretinorum defe^ioy Metaponti^
                        quibus itidemex ^Achaia oriundi^ etiam cognatiom
                  norumq ; ,
                  iun^i eranty quam ira in I{pmanos propter obfides nuper inter»
        StMtui £^nni-  feSios. Furono doppo in tre luoghi della Città T urio col
        hnle m Uét Cttts
                  locate le llarue d* Annibaie, come diciò rende tellimonià
        Tmi% •
                  za Plinio nel trentelìmo quarto libro, doue dice* ^nni^
                  balis ftatua tribusin locis vifuntur Tburijs , intra cuius muros
                  folus boSìiumemiftthaRam. Quando nella Città Romana
                  occòrfero le guerre Ciuili  perche la Città Turio s*era
                                    ,
                  congiunta in amicitia (Irettidìma col popolo Romano »
                  feguitarono li Turini le parti di Cefarc,e ciò fecero an-
                  chora glTpponelì, come habbiamo detto nel fecondo li-
                  bro delle guerre ciuili, doue dice • Tompeiua TburioSy &
                  Confentiam obfeditt regionem quoque equitibus attrihuit;c dop
                  po alcune altre parole foggiunge, Tompeiani d Tbwrijsre^
                  ieSiifunt, doueapertiflìmamenti 6. conofee, che  i Turini
                  combatterono contro i Pompeiani nemici di Ce(àre,cre-
                  dendo che dando fauorc coH'arme à Cc(àre, come capo
                  deUTmpcrìo Romano, fauoriuano etiandio tutto*l Sena-
                  to • Sono (lati anchora li T urini di propria natura ramo
                  cortei!, e ciuili, che Tempre s*ingegnarono di rendere più
                  di pare à pare nelli benciìcij: che riferifee Plinio nel tren
                  tenmo quarto libro hauere fatto  li Turini alli Romani
         Tinti» •
                  vn dono d*vna corona doro,& à Caio Aclio tribuno del
         Torini liherédì  la plcbbe oltre*l dono della corona d*oro dedicarono vna
         Jnfi i R»mMnu
                  (latuà,& vn*altra Hatua fecero à Fabritio(del qualepo-
                  co inanzi habbiamo fatto ricordo) perelTere (lati da lui li
                  berati da Padedio • Talché, riceueronoi Romani dalli
                                                 Turini
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