Page 488 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
P. 488

Q2,vm R T O.    .245
      paene. Taltra attende à^lauorarrgliilromenti dcll’arti»è
      nclJi negoti.) dona le coTc nece|Tabieà la vita>.c.raltra pe-
      regrina peilo'nQondDy.dTcrcita Icmercantic, fc da lopta><
      nilpaefì conduce l’abbondanza delie cofe nella Città.
      Dunque laciuiLe^coftitutionc da tali , e tante parti con*
      fta-, doppodUputaremo, ò pure dicKiaraccmo quel, eh’*
      occore intorno alla coramunione, e congiiintione delle
      ftcilo parti.. Mi perche ogni comn>unità ciuilc riceue in
      le quali vniforrnc hmilitudine colia lira, impciò.ch’ha di
      miiìietb dcli’apparatOj.dcil’acconciai'ncnto, e.d ogni per-
      trattatione MuHcalevdtJrapparatoin quello nrodo,cioé,
      da quante, equaU parti conili , '1 che già s’c dichiarato
      inanzi, ri.oanc dunque bor di -parlare della conucnicnte
      congiuntionc,& vnione delle lìclfe parti, del ch’alFermo
      la politica commitnione in tre maniere accamente accoiu
      modarll,cioè, colla dottrina, e ragione, colla confuccudi-
      ne dclli ftudi),& anco colle leggi; e per quelle tre deue.
      l’huomo imparare à diuencarehoncllo. Perche le ragioni
      imparano, c vcllono gli deCderi) dell’huomo alla virtù;
      le leggi parte colla paura ritenendo collrìngono, e parte
      cogl'honori, c doni allettando giouano; mà le conluetu-.
      dini, &  i lludij formano l’animo, c quali colà di cera lo
      fcolpifconoie lo rendono imbonato d’un’habito naturale
      perla continua ieteionc- Ma fàdi milliero,che tutte que-,
      ile tre cofe conuengano neU’honellp,ncll’upIe,e nel giu-
      ilo; e s’c cofa podibiie à.^rlì colli (nare tutte quelle ùi.
      ogn’una di quelle; e Te pOn può eircre à tutte ttc,almeno
      à due,c quando non può eirerc à due,almcno ad vtu,inj
     modo tale,chela ragionc,oucro dottrina Ha honclla, vti-
     le, cgitilla,'! limile anchora è della cunluctudinc c Icg-.
     gc. Deue eflerc in tutte de cofe antepollo Thoncllo, alr
     l’iioncllo’l giudo, e  n.el terzo luogo  lì deue collocare
     quel,ch’c vt)lc;& in tuttele cole dcucngn’tino lorzarfi,
     che perquiinto li può la città lia conlbnantc, Si accom-
     roodata in tutte le lue parti, accioche dafcdicioni, c cop-;,
     tentioninon iìa agitata. Ma quello accadcrà bene fpclTo,
     quando pcc auueitcura.Caranno bene indiruitc,c cofrettc
                '           ’
       .jj              Qjiq  le
   483   484   485   486   487   488   489   490   491   492   493