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conduce ad acquisire e consolidare le nuove logiche motivazionali; processo di fede (in principi)
              che esprime la propria  volontà di  investimento (necessario  slancio di ritmo-focalizzazione  di
              integrazione) in crescita personale (nel contesto intrapersonale e relativa conoscenza del sé e
              contesto inter-relazionale  e  relativa capacità di  servizio).  Dunque,  al fine di realizzare un
              cambiamento di direzione è necessario operare sulla sfera delle credenze, delle reazioni emotive
              e delle pratiche “installate” nelle varie dimensioni psico-bio-energetiche del proprio essere,
              dimensioni che sono collegate al senso di identità e senso di scopo. Non è possibile apprendere
              il nuovo con il suo bagaglio di verità di principio e “ritmo-focus” se non si dismettono le il-logiche
              psico-reattive che tengono in piedi gli schemi abitudinari in essere; routines con i contenuti ciclici
              emotivo-valorial-sensorial-immaginativo-motivazionali che ne  scaratterizzano  le qualità
              potenziali.  Come si vedrà più avanti, dal punto  vista dello sviluppo  caratteriale  la motivazione
              dev’essere liberata da forze in contrapposizione che le impediscono di manifestarsi pienamente e
              quindi una buona dose di can do spirit-consapevolezza è necessaria per superarsi; ciò richiede una
              particolare intensità di training di apprendimento disapprendente (di ciò che è limitante) nel tempo.
              Del concetto di competenza ne esistono molteplici definizioni e categorie (una ricerca del 2005
              ne ha evidenziate almeno una trentina), elaborate in ambiti e da discipline diverse (psicologia,
              scienze dell'educazione, gestione delle risorse umane, etc.). Il termine ‘competenza’ deriva dal
              verbo latino competere, (da cum e petere e significa far convergere verso un medesimo punto,
              oltre che andare insieme).

              Il significato dell'aggettivo competente, riferito a colui che ha autorità in un certo ambito, deriva
              dal diritto romano (dal latino competens –entis) e lo ritroviamo ancora oggi nel diritto per indicare
              la qualità di un individuo che è responsabile, autorizzato, qualificato e quindi abilitato.
              Competente è dunque chi agisce in maniera volutamente responsabile, secondo criteri relativi e
              variabili  (quindi adattabili alle  molteplici  esigenze), nonché socialmente e politicamente
              riconosciuto sia in termini di una prestazione tecnicamente valida che  moralmente ed
              eticamente corretta e coerente con i valori del gruppo di riferimento (professionale, ecc.).
              Guy Le Boterf (1994, p. 20), ritiene che la competenza sia “un insieme riconosciuto e provato
              delle rappresentazioni, conoscenze, capacità e comportamenti mobilizzati e combinati in maniera
              pertinente in un contesto dato”. Rosario Drago (2000) integra nella sua definizione la seguente
              considerazione: “la competenza è essenzialmente ciò che una persona dimostra di saper fare
              (anche intellettualmente) in modo efficace, in relazione ad un determinato obiettivo, compito o
              attività in un determinato ambito disciplinare o professionale. Il risultato dimostrabile  ed
              osservabile di questo comportamento competente è la prestazione o la performance" (La nuova
              maturità, Centro studi Erickson).
              Tra gli elementi condivisi nelle numerose definizioni vi è la natura dinamica della competenza in
              quanto mobilizzazione delle proprie risorse in rapporto ad un contesto; l’agire combinatorio che
              converte elementi più semplici verso un livello di apprendimento e di concretizzazione superiore.
              Nell’approccio americano (basata sugli studi dello psicologo David McClelland e del suo colla-
              boratore Richard Boyatzis) col termine competenze si indica ogni caratteristica personale che di
              solito combinata ad altre permette lo svolgimento eccellente di una specifica mansione in una
              determinata impresa. Sono considerate  competenze: conoscenze,  competenze  trasversali,
              capacità tecniche, tratti della personalità, atteggiamenti, attitudini, credenze di autoefficacia e
              autovalutazione in generale e caratteristiche di natura fisica quali ad esempio tempo di reazione
              e acutezza visiva. In questa accezione le competenze sono  le cause ‘a monte’, che rendono
              possibile la buona prestazione professionale.

              I fattori individuati da questo modello vengono suddivisi in tre grandi categorie: le conoscenze,
              cioè  i saperi  di natura  tecnica e generale,  le  capacità  di  ordine tecnico o trasversale  e le





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