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Principio che è il fondamento della creatività. Come anticipato e spiegato più avanti in questo
documento l’uomo è immerso in un etere sistemico pervaso da leggi di principio di causa-effetto
che sono alla base dell’esistenza, della riproduzione, della superlativa eccellenza manifesta nel
micro-macro cosmo di cui l’uomo è fatto e da cui è circondato nell’universo, e che similmente
pervadono anche la sua mente inducendolo a riflettere su verità di principio e scoprirle. Si può
paragonare questo al software contenuto in una memoria allo stato solido, che non ha massa
alcuna in sè, neanche un elettrone, solo logica, ma che è il vero motore dei processi
dell’apparecchiatura elettronica in cui è installato. Tutto, senza esclusione, è governato da leggi
invisibili, la dimensione del pensiero non fa eccezione.
La mente ha una natura “duale”; ha la possibilità di vivere sia la realtà contingente che quella
interiore del pensiero-immaginazione, che astratto dalla dimensione del tempo può accedere a
tali logiche di principio e sogno per via intuitiva ed empatica (umiltà, fiducia). Questa capacità
può indurre, tra l’altro, a ragionare in termini non intellettual-utilitaristici, investendo “a per-
dere” in qualcosa che non si può realizzare nell’immediato, bensì nel futuro. Dunque questa
capacità intuitivo-principio-ragionativa e visionario-proattivo-idealizzatrice può indurre a
trascendere il presente, a vedere in positivo il futuro e ad investire trasformando problemi in
opportunità di miglioramento ed eccellenza. La storia è costellata dalle esperienze di grandi
uomini che hanno anticipato il senso degli eventi prendendo decisioni coraggiose perseguendo il
“sesto senso” del loro presagire, riuscendo a dare forma ai loro sogni che si riteneva fossero
irraggiungibili ma che loro sentivano assolutamente realizzabili e a portata di mano. Come ci sono
riusciti? Come citato nella premessa iniziale “Vi è un particolare lavoro che nessuno ci richiede se
non la Vita stessa; ha a che fare con la dimensione più profonda dell’essere, la dimensione della
scelta nella consapevolezza dove si accende la fiamma della creatività personale. Delle
opportunità vengono offerte dalla Vita lungo le sue “rotte” e le sue “stagioni”; c’è chi ad un certo
punto con slancio ideale decide di prendere il largo sul "veliero" dei propri sogni e migliori
aspirazioni, altri che invece non intravvedono alcunché, e ci sono coloro che intravvedono
qualcosa ma lasciano che quel veliero salpi ed offra le vele al vento senza di loro: non avevano
apprezzato quel lavoro interiore. Quando i tempi sono maturi il richiamo del “mare e di nuove
terre” trova sempre qualcuno avventuroso abbastanza da affrontare la traversata del
cambiamento, viaggio di scoperta e trasformazione personale, e l'audacia di creazione di sé nel
seguire la chiamata di innovazione del futuro è sempre generosamente accompagnata da
un’inspiegabile fortuna…”; un detto popolare dice “la fortuna aiuta gli audaci” ed un altro “aiutati
che Dio ti aiuta”, allora forse si dovrebbe dire “audaciati che Dio ti aiuta”. Il champion è colui il
quale si è aperto al campo intuitivo-immaginativo tramite la propria intelligenza spirituale, riesce
a cogliere nessi, logiche ed il senso di leggi sistemiche di causa-effetto in azione nelle situazioni
di opportunità che gli si presentano, ed avendo presagito che ci sono tutte le condizioni si lancia
nell’impresa: ha pre-sentito le cose in modo interrelato, sistemico, con “l’audace e fortunato
binocolo” dei principi che governano i risultati delle dinamiche logiche interrelate nel contesto
ed ha focalizzato sé stesso come il protagonista che metterà tutto in relazione migliorativamente.
La dimensione del sogno è dimensione di ricercata felicità, nella quale ci si sente di coinvolgere
altri per vivere un’avventura condivisa; ed essendo dimensione immaginativa necessita di buona
auto-immagine, cioè immagine positivo-fattiva di sé e capacità di vederla anche negli altri.
Questo poiché è dimensione di slancio idealistico con carica di energia emozionale positiva; ci si
emoziona e si emoziona. Da non confondere con l’immaginazione illusoria, che proietta il “film”
già visto e stravisto dei propri attaccamenti e paure cercando situazioni facili, sfide poco
coinvolgenti e limitate nello slancio espansivo; spesso forme di fuga da un senso di responsabilità
nei confronti di altri ed in definitiva nei propri confronti.
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