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Il primo volo del Flyer (nella foto) dei fratelli Wilbur e Orville Wright, avvenne il 17 dicembre
1903; la distanza coperta in volo fu di 260 metri. Furono i primi a far volare con successo una
macchina motorizzata più pesante dell'aria (i dirigibili avevano già solcato i cieli con persone a
bordo).
Molti abitanti di Dayton furono testimoni oculari dei voli dei Wright tra il 1904 e il 1905. Tuttavia,
la stampa nazionale non concesse alcuno spazio ai loro risultati, e quella locale continuò a
dedicare loro un'attenzione molto limitata. Tutte le fotografie dei loro primi voli furono scattate
da Wilbur e Orville stessi. James M. Cox, allora editore del quotidiano Dayton Daily News e in
seguito governatore dell'Ohio e candidato alla presidenza degli Stati Uniti, affermò a proposito
degli exploit di Wilbur e Orville: «Francamente, nessuno di noi ci credeva».
Retrospettivamente, Orville scrisse: «siamo stati piuttosto fortunati a crescere in un ambiente
familiare in cui i bambini erano sempre fortemente incoraggiati ad assecondare i loro interessi
intellettuali, a studiare tutto ciò che suscitava la loro curiosità». In particolare Wilbur e Orville
furono sempre particolarmente legati, fin dall'infanzia; come scrisse Wilbur: «Fin da quando
eravamo piccoli, mio fratello Orville e io giocavamo insieme, lavoravamo insieme e, in effetti,
pensavamo insieme. [...] Praticamente tutto quello che abbiamo fatto nelle nostre vite è stato il
risultato delle nostre conversazioni, dei reciproci suggerimenti e delle discussioni tra di noi». Pur
avendo entrambi frequentato la scuola secondaria, né Orville né Wilbur si poterono diplomare e
all’epoca gestivano un negozio di biciclette. Frattanto il Great Aerodrome di S. P. Langley non era
riuscito a prendere il volo, distruggendosi durante il collaudo. Il duplice tentativo era stato
compiuto da uno scienziato autorevole, segretario della prestigiosa Smithsonian Institution; nel
progetto dell'Aerodrome il governo statunitense aveva investito 50.000 dollari, e il suo fallimento
raffreddò molto l'interesse verso il pioneraggio aeronautico dell'opinione pubblica e delle
autorità americane.
L’arte del volo, che sia con ali e timone che con la visione spirituale richiede spirito giovane, amore
per la vita, umiltà apprenditiva e cooperativa, spirito pioneristico, riflessività e assoluta
persistenza. I fratelli Wright hanno molto da insegnarci oggi sul tipo di investimento necessario
per seguire i propri sogni anziché rimanere “a terra” a pagare, come citato all’inizio di questo
testo “… il costo di prolungato stress e di mera sufficienza di sopravvivenza che gli accorti
generosi audaci hanno ben imparato a riconoscere, e del quale hanno deciso di fare a meno, per
sempre!”
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