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punto: andare oltre le mutevoli emozioni di senso di mancanza di amore (e si potrebbe parlare
              anche di come piccoli fatti possano destabilizzare il precario equilibrio emotivo di una persona
              per tutta una giornata o settimane o mesi!). La Vita è piena di amore per chi sa scoprirlo e
              riceverlo, anche nelle difficoltà, di qualunque tipo, c’è una forma di amore poiché la difficoltà ci
              fortifica e ci fa imparare a apprezzare anche le piccole cose della vita che si danno per scontate.
              Il primo punto è relativo all’assolutezza omni-sistemica dei principi che reggono il micro-macro-
              cosmo; che nel loro insieme vengono qui chiamate  il Principio  (“legge generale di sviluppo
              creativo espansivo-accelerativa che è stata ideata da un “Ingegnere di ampie vedute cosmiche”
              prima dell’inizio dei tempi [big-bang] al fine di poter determinare progettualmente l’esistenza e
              la vita e darsi una “visibilità” scientifico-simbolica ed emozionale che stimola il cuore umano a
              esprimere pienamente il proprio impulso fondamentale a sperimentare la gioia attraverso il dare
              e ricevere armonico”, potrebbe semplificativamente rappresentare una possibile definizione).
              Questo terzo punto, come anticipato, è relativo al senso eterno-atemporale del Principio;
              relativo, per esempio, al saper guardare lontano e “rimpicciolire” le preoccupazioni, come un
              qualcosa che salutiamo allontanandocene. Le preoccupazioni sono spesso ingigantite e tendono
              a “sequestrare” le proprie capacità  -  sottraendo la forza che esse possono far sprigionare
              utilizzandole - e di conseguenza depotenziando. Nella considerazione che il Principio, forza prima
              integrativa, ci “invita” a fare di noi stessi, “specchiandoci nell’universo”, un sistema totalmente
              integrato, è importante usare integrativamente tutte le nostre capacità in azioni decise e fattive
              in modo che le preoccupazioni si “rimpiccioliscano” allontanandosi dal nostro “spazio visivo” …
              ed infatti è di visione che stiamo parlando, di visione-sogno di futuro. Come un aereo sulla pista
              di decollo, bisogna prendere velocità affinché le nostre “ali del sogno” permettano al “vento
              contrario”  di sorreggerci. Se il proprio binomio sogno-volitività non  prende velocità non  è
              possibile prendere il volo nella vita; se non c’è sufficiente potenza nel “turbogetto” le ali del
              sogno non  ci disancoreranno dalla gravità terrestre. Nella fase precedente  (figura 3) ho
              menzionato come sia importante l’umiltà e la perseveranza, e questo nell’ottica di disancorasi da
              un bagaglio di credenze-emozioni-atteggiamenti limitativi. In questa fase successiva si va più in
              profondità alle fondamenta di sé stessi nell’operazione di clean-up nell’area mentale rimuovendo
              le (il)logiche presenti  di ansia apparentemente protettiva; dopotutto bisogna  affidarsi alle
              potenti “ali” di creatività-fede nella forza del Cuore-Principio che vive in noi, risorse prime di
              trasvolata “aerea”,  affinchè sia  più  elevata,  veloce e divertente. Ecco che, avendo deciso di
              prendere il volo, spiritualmente parlando, in virtù del proprio senso di necessità di intensità di
              investimento interiore, con la sicurezza e forza che ne deriva, si riesce a penetrare “le nuvole”
              delle preoccupazioni che inducono a rimanere “al suolo” e si comincia a prendere gusto a
              volteggiare  nella luce del “sole” …  si  entra integrativamente nella  luminosa, pacifica e  lieta
              dimensione del sogno: si accede ad uno stato riflessivo di spostamento temporale interiore. Si
              “espande” il tempo riducendone il “ritmo cardiaco”; relativisticamente parlando, avvicinandoci
              alla velocità della “luce del sogno” il tempo rallenta. Avendo acquisito grata consapevolezza del
              contingente ritmo della Vita - “time awareness” - più consapevoli della forza spirituale delle
              logiche di principio della Vita, se ne possono gestire i “battiti” con calma attiva: si accede ad una
              dimensione creativa interna svincolata dai ritmi pressanti della quotidianità accelerati da paure
              e relativi preconcetti, ci si  può immergere  all’interno di una dimensione percettiva  di
              comprensione espansiva e si riesce a vedere le cose al di là delle apparenze, inganni e autoinganni
              della mente. L’aver attraversato un periodo di focus di investimento totale, focus-rhythm di can-
              do-spirit che riporta  i propri piedi per terra,  aiuta  a separarsi dalla “persecuzione”
              apparentemente irrisolvibile di ansie e timori vari che si proiettano nella propria immaginazione
              e subconscio. Quelle immaginazioni dal subconscio erano solo … il nulla, proiezione di qualcosa
              di artificiosamente costruito dalla mente oppure forzatura di qualcosa che in realtà non è così
              che è anche se un tempo forse lo fosse stato. E qui arriviamo ad un altro importante punto: vi è
              tutto un costrutto mentale immaginativo che bisogna cancellare per “sovrascrittura” con altra
              creazione immaginativa: il sogno, che ci chiama ad essere la bella copia di noi stessi, il champion


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