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numero a caso. Inoltre, se proviamo a dire ad alta voce un numero e chiediamo poi a qualcuno
              di ripeterlo, in genere non ci sono difficoltà con numeri di quattro o cinque cifre. Le difficoltà
              aumentano  con cifre più lunghe  e la maggior  parte delle persone arriva a ricordare, come
              massimo, un numero di sette cifre.
              Si può avere un’ulteriore verifica di questo limite facendo vedere a qualcuno un insieme di punti
              per un tempo molto breve, non superiore a un quinto di secondo. Se i punti sono più di sette si
              inizia a fare molti errori nel conteggio. La stessa cosa accade per un insieme di oggetti diversi. Se
              sono più di sette, non si ricordano più esattamente.
              Come citato ad inizio  di  capitolo  qui  si darà  prima  di tutto  un’approfondimento di natura
              numerologico-simbologica dell’Eptagramma dello Sviluppo Caratteriale di AmailTuoLavoro, che
              insieme al  ciclo di sviluppo dinamico  Potere-Sapere-Volere-Essere-Avere↗  ed ai grafici
              precedenti essenzializza in modo anticipatorio alcune dinamiche del modello  di sviluppo  qui
              proposto; modello che insieme a questi grafici necessitano di un ampio capitolo nella quarta
              parte per poter essere approfonditi, inclusa la rappresentazione del modello AmailTuoLavoro
              attraverso sette  grafici.  Inoltre qui  si riprenderanno degli aspetti di  natura psicologica ed
              ontologica.
              Un punto di partenza iniziare ad approfondire
              concettualmente  l’Eptagramma, che come
              visto è stato messo in  relazione  alle  sette
              dimensioni  psico-bioenergetiche  citate  nella
              sezione relativa al costrutto identitario,  è
              offerto in  natura in forma simbolica dal
              fenomeno della dispersione cromatica della
              luce bianca che attraversa un prisma,
              fenomeno simile a quello della creazione di un
              arcobaleno, dove si genera l’effetto cromatico
              dei sette colori (principio di Fermat, secondo il
              quale le  diverse lunghezze d'onda di
              radiazione elettromagnetica seguono sempre
              il loro percorso più veloce attraverso un
              sistema ottico; la luce bianca spazia dai 400  ai  700 nanometri): con riferimento al grafico
              dell’eptagramma, la luce bianca (ed il suo calore) simboleggia il sé spirituale ontologico che è
              veicolo spirituale del cuore; mentre il prisma di vetro o cristallo simboleggia la cassa di risonanza
              di manifestazione-realizzazione moltiplicativa del cuore che è il corpo fisico, passando attraverso
              (appunto)  alle sette dimensioni psico-bioenergetiche  e relativi  “snodi”, citati nella sezione
              relativa al costrutto identitario. Il cuore è l’essenza della persona, il nucleo unificatore; se non è
              offuscato manifesta tutto “l’effetto cromaticizzante” delle sue qualità intrinseche. Se offuscato a
              causa di  attaccamento,  illusione, bugia,  dolore psicologico (senso di  abbandono, ingiustizia,
              rifiuto, umiliazione, tradimento, legati a preconcetti), colpa, vergogna, paura, si determinano, per
              pseudo-compensazione  (del ‘vuoto  disunificativo’ dovuto alla mancanza di centro  spirituale)
              delle dinamiche psico-reattive/passive di pseudo protezione dal dolore, nelle sue varie accezioni,
              come citato in precedenza. Dinamiche che cortocircuitano l’essere dall’esperienza del ben-essere
              nelle ‘sette luci di consapevolezza di felicità’ nella multisfaccettata esperienza della vita,
              corrispondenti nell’eptagramma alle sette punte della stella all’interno dell’ettagono che si
              dipartono dal cuore; e soprattutto dall’esperienza della Voce di consapevolezza di felicità, che è
              la saggezza-creatività nella libertà-pace-felicità che emerge da detta esperienza interiore di “luce
              bianca e calda”, che viene proiettata “eptocromaticamente” dal sé profondo verso l’esterno per
              qualificare ed illuminare con intelligenza spirituale l’esperienza vissuta.





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