Page 126 - Amailtuolavoro
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Prima di riprendere i concetti rappresentati simbolicamente nell’Eptagramma dell’Integrazione
Caratteriale di AmailTuoLavoro sopra riportato e precedentemente riportato introduttivamente
a livello di dinamiche psico-bioenergetiche, riporto alcune informazioni e curiosità di natura
numerologico-simbologica, in quanto funzionali alla spiegazione che seguirà, in particolare nella
quarta parte. Il primo numero trattato è il sette, che è il primo aspetto simbolico che salta
all’occhio nello schema precedente e che inoltre ha, come vedremo, un simbolismo naturale nel
mondo fenomenologico che ben “visualizza” il concetto di integrazione del carattere che si andrà
ad approfondire.
Fin dall’antichità il Sette è un numero ritenuto misterioso, intriso di sacralità. Gli antichi
riconobbero nel sette il valore identico della monade in quanto increato, poiché non prodotto di
alcun numero contenuto tra 1 e 10. Era considerato già sacro dagli egiziani e ariani; anzi, molte
delle sue proprietà risalgono addirittura all’astrologia babilonese: considerato simbolo magico e
religioso della perfezione, era legato al compiersi del ciclo lunare, che riconosceva 7 pianeti e
divideva il mese lunare in cicli di 7 giorni, da cui deriva l’origine della nostra settimana.
Il numero sette fu considerato simbolo di santità dai Pitagorici; i Greci lo chiamarono venerabile,
Platone anima mundi. Presso gli Egizi simboleggiava la vita. I Pitagorici chiamavano il numero 7
eptagono e lo consideravano come il numero religioso e perfetto per eccellenza. Secondo la
scuola pitagorica il 7 era amitor (senza madre) in quanto non era un prodotto fattoriale ma
generato solo dall’unità e quindi veniva considerato veicolo di vita in quanto formato dal 4
(azione, materia, femminile) più il 3 (spirito, sapienza, maschile). Secondo gli studiosi i Pitagorici
si fermarono di fronte all’ettagono perché non si può costruire con squadra e compasso
(similmente all’ennagono), si può disegnare solo in modo approssimato; si capì che non era
facilmente costruibile e sebbene ciò non venga elencato espressamente tra i problemi aperti ciò
costituì una specie di riserbo, per cui non veniva neanche citato. Inoltre, il sette fu da essi definito
telesforo, poiché “per mezzo di esso, tutto nell’Universo, veniva portato alla sua mèta più alta,
vale dire al punto culminante e conclusivo”.
Tra le tantissime altre curiosità, 7 sono i colori dell’arcobaleno; 7 sono le note musicali; 7 i giorni
della settimana; come diceva Ippocrate “7 sono le stagioni della vita” (bambino, fanciullo,
adolescente, giovane, uomo adulto, anziano, vecchio); sono considerate 7 le meraviglie del
mondo, 7 le porte del sogno, 7 le chiavi dell’universo, 7 i saggi dell’antichità.
In ambito religioso, il sette, insieme al tre, è il numero sacro più diffuso. Nella Bibbia compare
424 volte (p.e.: E il Signore disse a Noè: “Di tutti gli animali mondi ne prenderai a sette a sette, e
maschio e femmina”). Nell’Apocalisse, in particolare, è un numero ricorrente (p.e.: “E vidi nella
destra di Lui che sedeva sul trono, un libro scritto di dentro e di fuori, e segnato con sette sigilli”.
(Apocalisse, V - 1); "E avendo aperto il settimo sigillo, si fece silenzio nel Cielo, quasi di mezz'ora.
E vidi i sette angeli che stanno dinanzi a Dio; e furono date ad essi sette trombe" (Apocalisse, VIII
- 1).
Sette sono ritenuti essere i principi dell’Inferno: Aziele, Ariele, Marbuele, Mefistofele, Barbuele,
Aziabele e Arifele e Sette sono i doni dello Spirito Santo ed i sacramenti.
Sono sette anche le virtù, secondo la teologia cattolica: fede, speranza, carità, prudenza, giustizia,
fortezza e temperanza e sette sono vizi o peccati capitali: superbia, avarizia, lussuria, ira, invidia,
gola e accidia. Sette sono i maggiori arcangeli secondo alcune tradizioni cristiane e giudaiche; il
Libro di Enoch, un testo apocrifo di origine giudaica, riporta Michele, Gabriele, Raffaele, Uriele,
Raguel, Zerachiel (o Saraqael) e Remiel. Sono sette i cieli di Maometto e sette le parti in cui è
diviso il suo inferno. Sette sono i bracci della menorah giudaica, la lampada che nell'antichità
veniva accesa all'interno del tempio di gerusalemme. E sette sono i chakra principali secondo
tradizioni spirituali dell'India. Ma l’elenco sarebbe lunghissimo.
Dal punto di vista della memoria, statisticamente, il numero preferito dalla maggior parte delle
persone è il sette ed è anche il numero che viene più sovente menzionato se chiediamo un
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