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Vita, quella con la V maiuscola, necessita conoscenza applicativa di principi; la cui “sete”
                  porta l’uomo a scoprirli spinto dal desiderio di verità prime, e su questa base ad incarnarli
                  sostanzialmente. Inoltre, si cita che la città santa non necessiti di luce solare o lunare, e ciò
                  implica che essa brilli di luce propria; la luce, simboleggia spiritualmente verità di principio.
                  Si cita che chi vince erediti tutte le cose – e dunque l’accesso alla città santa - in quanto
                  divenuto figlio del Creatore; e ciò può significare che ha sviluppato una grande creatività
                  basata su principi, poiché esercitandola con fede-perseveranza e passione è diventato un
                  maestro del valore moltiplicato nell’investimento dei propri talenti e di quelli altrui (rif. alla
                  parabola dei talenti di Gesù relativa all’investimento delle proprie qualità caratteriali) e nella
                  capacità di essere un pacificatore (Matteo 5,9).
                  Giovanni afferma che in questa dimensione di luce, gli abitanti, in quanto residenti, ricevano
                  gloria e  onore dalle nazioni, a  simboleggiare  che  questa  “città” è  caratterizzata da una
                  particolare benedizione-prosperità, segno di particolare senso del bene comune applicato
                  nell’esercizio di altruistica creatività.
                  Si riporta che la città abbia dodici porte a forma di perla, dunque sferiche e lucenti. Ma che
                  funzionalità avrebbe una porta sferica? Più che a delle porte le sfere mi fanno pensare a delle
                  dinamiche  di accesso;  un  lasciapassare  di  virtù  alla “città dove tutto è  meraviglioso”;
                  dinamiche rese  cristallino-luminose  da  atteggiamenti virtuosi  (nota:  le perle hanno  la
                  caratteristica-pregio di avere una struttura cristallina ortorombica).
                  La piazza della città è descritta essere fatta di “oro puro, trasparente come cristallo”. Inoltre,
                  la  città ha  forma  quadrangolare; forma  che  mi fa pensare alla  forma della  struttura
                  concettuale dell’ontologica base delle quattro posizioni secondo il Pensiero di Unificazione
                  (a forma di rombo; riferimento ai grafici nelle relative precedenti sezioni). Su questa base
                  concettuale, come visto nel grafico circolare “il ciclo della sintassi dello sviluppo dinamico”,
                  il modello dinamico dell’intelligenza spirituale ha come centro un quadrangolo, avente come
                  centro il cuore, la sua  “piazza”, che potremmo ontologicamente definire  “di oro puro,
                  trasparente come cristallo” per le qualità di luce-verità e calore spirituale che vi si possono
                  attingere.
                  Inoltre, è da considerare che dette mure quadrangolari sono descritte essere alte tanto
                  quanto sono lunghe e larghe, cosa alquanto strana. Soprattutto considerando che di certo
                  non hanno la funzione di difendere da alcunchè attacco, giacchè la visione è di gloria e si cita
                  che alla città si porterà l'onore delle nazioni. Dunque queste mura, che hanno la forma dello
                  sviluppo laterale di un cubo, tutto sono fuorchè delle mura difensive. A me danno l’idea di
                  uno “scrigno” impenetrabile di luce spirituale e bontà profonda  che è inattaccabile  da
                  qualsiasi forma di devianza, poiché essenza fondante di bene: “E nulla d'immondo e nessuno
                  che commetta abominazione o falsità vi entrerà mai”.

               Cosa si cela dunque dietro la simbologia di questa luminosa città ricca di benedizione-creatività
               e senso del bene altrui principi-ispirato? Visti i contenuti si potrebbe ipotizzare che sia una
               descrizione simbolico-ontologica dell’intelligenza spirituale, in chiave escatologica.
               Per esempio, è plausibile, sulla base della mia esperienza, mettere in relazione le sopra citate
               mura con l’ontologica intelligenza spirituale quale imprinting intrinseco di luce di intelligenza
               prima creatrice, le cui “impronte spiritual-digitali” sono presenti a livello di codifica in tutto
               l’universo sotto forma di leggi  sistemiche  fisiche, chimiche e codifica di DNA.  Nel caso
               dell’uomo, in questa ottica, detta intelligenza  è  nativamente sostanziale  quale “cellula  del
               divenire nel saper essere-avere” e sulla cui base tutto il costrutto identitario si sviluppa,



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