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nel mondo sono degli estranei a sé stessi, non consci della genesi e della natura delle forze
che si agitano nel proprio costrutto identitario che pensano al circoscritto perimetro del
proprio orticello cercando la salvezza in identificazioni identitarie esteriori, quando dentro
di loro esiste potenzialmente un mondo di luce di ottimismo, idee, sogni e voglia di
condividere. Molti religiosi, d’altra parte, non aspettano un messia che abbia visione anche
spiritual-economica, pensando che, in questa valle di perenni lacrime, la ricompensa di un
paradiso nell’al di là è l’unico vero bene verso cui tendere.
Ma, e se fosse che sono veri entrambi i paradisi? … “Sia fatta la tua volontà, così in cielo come
in terra”, suggerisce l’assai nota preghiera.
In ogni religione si afferma la necessità di un messia dotato di straordinarie capacità
trasformazionali e se ne profetizza l’inevitabile avvento al fine di ripristinare un naturale
ordine spirituale nel mondo. Per esempio nel Buddismo si aspetta la nascita del Maitreya
Buddha quale successore di Śākyamuni Budda (profetizzato da taluni quale Budda
dell’amore); nell’Islam si aspetta il Mahdi (in arabo: ّ يدْﮭ َ ﻣ, lett. «ben guidato da Dio»);
nell’Ebraismo si attende la nascita del Mashiach (da cui Messia “il Re unto"); nell’Induismo
si attende la venuta di Kalki (Devanagari: किल्क; la grande incarnazione); nel Zoroastrismo si
attende l’avvento di Saoshyant (l’Uomo di Pace); nel Taoismo si attende la venuta del
salvatore Li Hong (李弘);nel cristianesimo si attende il Signore del Secondo avvento.
Ricollegandoci alla visione cristiana, di quest’ultimo è profetizzato “quando tornerà troverà
egli fede sulla terra? (Luca 18.8)” e “portava un nome che nessuno conosce fuorché lui”
(Ap.19:12) ed ancora “quando però sarà venuto lui, lo Spirito della Verità, egli vi guiderà in
tutta la verità, perché non parlerà di suo ma vi dirà tutto quello che avrà udito e vi annuncerà
le cose a venire” (Giov. 16:13), lasciando spiritual-ipotizzare un messia-“leader_universal-
trasformazionale” che opererà in fisico con nuove sembianze e che porterà una nuova
espressione di verità (al fine di ‘fare tutte le cose nuove’). E dunque una nuova e più ampia
comprensione dell’uomo e delle sue straordinarie qualità ontologiche poco utilizzate,
comprensione della radice e vera natura dei problemi e delle sfide da affrontare integrando
le vecchie conoscenze e credenze con nuove conoscenze di consapevolezza, sulla cui base
andare a “rimodulare” il costrutto identitario personale e collettivo.
In questa ottica spiritual-escatologico-sociale le profezie cristiane appaiono indicare che
l’atteso messia non avrà vita facile vista la portata della propria missione storico-
trasformatrice di costruire un ‘nuovo cielo - nuova terra’ spiritual-socio-economica di grande
creatività e prosperità ma alla fine riuscirà a superare le avversità. Inoltre indicherebbero
che “il Trasformatore” diverrà l’esempio per altri, che similente a lui svilupperanno le qualità
ontologiche innate (“Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato
ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui,
perché lo vedremo così come egli è.” 1Gv. 3:2).
Ora, se in chiave sistemico-universalistica ipotizziamo inoltre le che religioni possano essere
ispirate integrativamente da un’universale intelligenza spirituale, quella che ha codificato-
integrato tra loro l’innumerevole numero di DNA-codifica e miriade di ecosistemi esistenti,
dalle particelle atomo-sistemiche alla “danza” espansiva delle galassie-sistema nel cosmo,
allora si può anche ben ipotizzare che le figure messianiche delle varie su citate religioni
possano in realtà rappresentare la medesima figura leader trasformazionale universale a
visione spiritual-socio-integrata, che è idealizzata in modo diverso a seconda della
prospettiva spiritual-storico-culturale di ciascuna religione e che nasce ad un certo punto
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