Page 110 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
P. 110

t  I B   R. O
             Siracusano, e ch’il padre Famo, e la madre Deodara £>A
             fero (lati martiri . E non d’Acra occafione fi mo(Te, fol*’
             perche nel tempo delia diftruttione di Tannano, il bea«
             co Fantino fuggendo la guerra (fecondo alcune non cer-
             te openioni) andò ad habitarein Siracufa.Màiodicochc
             fi deue dare più fede à quelle leggende de* Santi appro-
             nate dalla Santa Chiefa,quali continoamente fi leggono
             da Monaci deU'ordine di S. Bafilio, nel recitare del loro
             vffitio, che non fi dcuono credere le fcritture di Mauro-
             ileo, e s’in quelle leggende fi rittoua fcritto,che S. Fan-
      S.FéUithiaeitté-  tino c (lato cittadino di Tauriano, per qual cagione egli
      dim» di TnmrÌA~  io (crine cittadino Siracufano) di ciò po(To dare certezza
      m».
             vera,perche con gli occhi propri), có(i ho veduto fcrittt^
             in vn libro greco, de gii vfiìtìj, di quelli predetti mona-
             ci, nel colleggio del Saluatore di Meflìna, erifteflòho
             veduto in vn altro libto d*u(fi(ij,ncl monafieriodi S.Bac
             tolomeo, dcH’illciro ordine, pollo in vn cafalc di Cala- •
             brk detto S.£ufemia,nei territorio di Sinopoli. enei mar
             tirologgio antico d’Vfuatdo  fi leggono qiiedc parole#
            * Calabria oppido Tabritano SartiU Thantini confejjòth però è
             da credere che fi come errò Francefeo Maurolico, coli
             anchora molti degli antichi fetittori errarono nello fcri-
             nrre lehifioriedi Calabria,c Sicilia confufamente. Hab-
      TmcilUelit.j,  biamo rclTempioin Tucitidc fciittore greco, il quale nel
             terzo libro, diceche Mcilì ila, e Reggio forA ricchi(1ìme
             città diSiciliaje pure à noi co(la,che Reggio non è in Si-
             cilia, mà in Calabria E tutto ciò accade, perche ne* rem-]
             pi antichi, tutto il paefeconuicino à Reggio fi diceua Si^
             cilia; Forò non è bene che (òtto queùa cónfiifìone fia‘
             fpogliata Calabria dei proprio honore, fi chedoue glian-'
             tichi fcriucndo non hanno (àttodifiirtioncdi Sicilia ol-
             tre il Faro,e di Sicilia inàzi il Faro, fa di medierò cheper
             honor tiodro lafiicciaiaò noi Nel catalogo de* Sommi
                           .
             Pontefici Romani, fottò nome di Sicilia (òno (critti trtt-
             Pbntefitri, quali (cornedimodrarerno) tòno dati da Cala-'
             bria, e non da Sicilia. Il primo (lì Agatone, Papa (ettan-
             felìrao nono dopo S. Pietro. iMccondo fu Papa Leone
                            '
                ’                  fccon-
   105   106   107   108   109   110   111   112   113   114   115