Page 140 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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                    L  l'tf R‘C
             Clone della vita monadica il beato Nilo, dotte allIìorà<nN
             morauano molti Santi Padri, cioè, S. Fantino, S. Luca
             ruorratello,S-Zacharia,e S.Filareto, l'autore (quale (cri'»
             uc la vita del beato Fantino^ dice ch'in queda Chiedi H
             ripodno i corpi de) beato Giouannc, e del beatoGiorgiò
      Ufitfg Gi$rgM,e
      hétto Gteunnne»  Vefcoui di Taurianot Soura Parma Ita imminente vii
      yeJltHi,
             munte, nel quale d vede hoggi vna fpelonca, ò grotta »
             doue il beato Elia Abbate foleua fare la fua vita folitaria»
             8c iui ben Tpedb era vidratodal beato Nilo Tuo amicidì>
      Pefcì^MMliftft mo. in quedo mare vi è la tonnara , e d pelcano molte
      fcMH» net msre  forti di pefci, come gronghi, morene, aurate, farne. Tara-
      di Ptfrma».
             che, occhiate, luzzi, lagude, Se altri folo conoiciuti da
             pefeatori , & habitanti de) paefe , anco è degno di nome
             quedo mare, perch'in edbd pefeano perfettidìmi corale
             li. vi e fama che nelconuicino di Parma, anticamente
             per arte magica da dato collocato vo telbro, nella cui ca-
             uernas’entra dalla parte del mare, per vn buco dentro le
             rocche, però niuno ha potuto cauare mai colà alcuna, le
             verità di quedo d rimette à chi ha più certezza
             si ragiona ^alcune altre habitatìonì pofie nel t(rritorìo1{e^‘-
               gino^ cominciando da Melkocchayinftno à Terra nona..
                     Cap.  XXXII l.
                E lafciata Seminata drizzaremo il camino per lo
      MtlicttcX S  dritto delle montagne; nelle pendici di quelle
                n’incontra vna hahitatione chiamata Melìcoccha,,
                quale dà hoegi lòtto la potedà de’ Cauallieri di
             S. Giouanne lerolòTimitano. è degna queda habitatione
      M»fMjl4rÌ9 di  di lode, perche nei luo conuiciho da bbricata la Chielà
      Ì.MÌM.  di S. Elia Abbate , monaco deU’ordine di S. Balìliò, del
             quale habbiamo latto ricordo poco dinanzi, in quedo
             luogo il detto Santo trapafsò da quedo mondo all’altro,
             c morendo afeefe gloriolb in Cielo,  il coi corpo da mo-
             naci del fuo ordine è dato trafportato, e Icpoltoin Gala-'
       'vV'i »< ,1
             tro luogo del quale ne ragionaremo nel lecondo librai
             £ boggi queda Chi^a dil,£lia^monad c«Q del ptedetV  *
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