Page 138 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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             (cndo infclicemence riufcica quella bauaglia contraria
             \^uelIo ch’era accaduto airaltre,Con(àIuo u’acquiftò lo-
             de di fìngólarprudeiiza,'perciò ch'hauendo molto bene
             confìdcracò le Tue , e l’altrui fòrze , haucua &trO ^ooo-
             feere come temerariamente non fi doueua tetltare nulla»
             Perche fi vide ch'i caualli Spagnnoli non erano punta
             da paragonarli con gli huomini d’arme Francefi ; perciài
             che molti di loro, vfauano in quel tempo, in cambio d’eU
             mo berrette di lino „ e feudi pieni di cuoio cotto  dalle
             cima arfondocuneati. Adoprauanoancb vnafpada cor-
             ta  de vhà lancia fòtiile di frafTo , con, ^n ferro largo ia
             mnta, con la quale pigliando in mezzó,^é rizzandoudal-
             I’arcion'e'siji le ftafTc , quali d’àlto menaitaho colpii certói
             inonali à chi era difarmato^mà bène d’c/Tere fprezzati ì,
             fitto da quelli ch’etono arman e ^t’ à'nchota i pedoni Si^
             ciliani, Spagnuoli, e Calabrcfì in cambiò delle picche di
             dieci piedi; molto grofTe, e di fraifo, Ibquali vfàuano gli
             Suizzeri portauano alcune halle lottili , e corte . Umili i
             quelle da caukllo^ che chiamano giannette; h l'armaua-
             no d’alcune partegìane della punta larga, e di feudo ro-
             tondo, il quale non s’ufa punto apprelTo Tedefchi, ne
             Francefi. ^ di tutte quelle cofe fattone dopo ifoldati Ita-
             liani infelice prona, le lafciaronoo£itto, e quelle ch’ac-
             cettarono dalli Suizzeri, e da Tedefchi àggiOngen doni
            ingeniofamcntc alcuna cofa racconciarono in migliore,,
             e'puì commoda forma. Ma Ferrando haiietldo.i'iceuoto
             coli gran rotta, ben ch'in un punto di tempo folTe ridot-
             to da grande fperanza ad ellrerak defperatione delld cofe
            fue, non Uperdèperci punto d'animo ,anzi hauena.quél
             {nedelìmoTpiritOjComes'hauelTe vìnto. Solamente li la-
             mentaua d’elTcre Hato ingannato della fua opénione j e
            Don dubitaua puntodclla fortuna, la quale già con mól-
             ti fegrìi l’haucua in ogni modo pfomelTodi ritornarlo ro-
             llo nel regno, e nella patria. Perciò ch’era nell’anima
             fuo vna certa 6dAia più tollo fondata nel dcllino, ch’ia
             alcuna ragione del mondo, tal che fprezzaua tutti i p<^
             lUoli» quali s’appicfentaoapo àgU animi de gli amici,
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